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lunedì 30 gennaio 2017

sabato 28 gennaio 2017

Giornata della memoria #3


Meditate che questo è stato ...




Voi che vivete sicuri
Nelle vostre tiepide case,
voi che trovate tornando a sera
Il cibo caldo e visi amici:
Considerate se questo è un uomo
Che lavora nel fango
Che non conosce pace
Che lotta per mezzo pane
Che muore per un sé o per un no.
Considerate se questa è una donna,
Senza capelli e senza nome
Senza più forza di ricordare
Vuoti gli occhi e freddo il grembo
Come una rana d'inverno.
Meditate che questo č stato:
Vi comando queste parole.
Scolpitele nel vostro cuore
Stando in casa andando per via,
Coricandovi alzandovi;
Ripetetele ai vostri figli.
O vi si sfaccia la casa,
La malattia vi impedisca,
I vostri nati torcano il viso da voi

(Levi)

martedì 17 gennaio 2017

In attesa del Giorno della memoria ...



Giurare come insegnano i nazisti: «Giuro a Te, Adolf Hitler, Führer e cancelliere del Reich, fedeltà e coraggio. Prometto solennemente a Te e ai superiori dseignati da Te l’obbedienza fino alla morte. Che Dio mi assista»
«che Dio mi assista …?»
Ma può un cristiano pronunciare simili parole? Può egli mettere Dio al servizio del potere, della guerra, della furia distruttiva, della violenza fine a se stessa? Dio, che è al di sopra di ogni legge, di ogni nome, di ogni spazio e di ogni luogo, come può farsi paladino di un dominatore senza scrupoli? Chi può manipolare ciò che di più sacro e intangibile appartiene alla fede?
«che Dio mi assista …?»

«No, maresciallo maggiore, io non giuro a questo Führer »


(riportato in: P. Stefani, Il nome santificato e il giuramento non compiuto, in C. Galli – P. Stefani, Non nominare il nome di Dio invano, Il Mulino, 2013, p. 69)


(url: https://www.comune.bolzano.it/UploadImgs/3224_mayr_nusser.jpg)

venerdì 13 gennaio 2017

Chiarore dal bosco

"se non si scorge ciò che si pone a monte di essa e che costituisce […] l’elemento di maggiore sua originalità speculativa: l’idea di ragione poetica e il complesso reticolo di questioni connesse al rapporto tra  filosofia e poesia"

(Cacciatore, María Zambrano, p. 30)

Pensiero poetante ...

Ragione poetica ...

Il chiarore del bosco ...

La mirabile commistione di chiarezza visiva e auscultazione del profondo ...


(url: http://www.ilsussidiario.net/img/_THUMBWEB/mariazambranoR439_thumb400x275.jpg)

domenica 8 gennaio 2017

Un'altra leadership?

Cosa fa il dirigente scolastico?

Cosa dovrebbe fare?

Come funziona la scuola italiana?

Nel mio ultimo volume alcuni spunti e riflessioni, non conclusivi, per conoscere la realtà scolastica italiana.



Ma da "infiltrato". Ossia, non nella testa di qualche dirigente o accademico, ma dall'esperienza di prima mano del sottoscritto, di qualcuno che la vive ogni giorno e che si sporca le mani in prima persona, senza deleghe ...

Al lettore, potenziale o reale, l'onere di valutarne la bontà o di criticare la prospettiva, così come di colmare una sua inaccettabile ignoranza, vale a dire non conoscere la realtà effettuale della scuola italiana ...




Qui l'opera (anteprima limitata).

Qui la possibilità d'acquisto su Ibs mentre qui su Amazon.

So che è squallido di chiedervi di acquistarlo, ma l'auto-pubblicazione impone sempre un onere economico a carico dell'autore, in assenza, peraltro, di un effettivo guadagno futuro. Lo stesso prezzo ne è indice: mi è stato imposto ed è troppo alto. Io avrei voluto una cifra compresa tra i 5 e i 7 euro ... In ogni caso, però, se siete docenti che aspirano a cambiare funzione svolta o semplicemente migliorare la vostra conoscenza del servizio pubblico di istruzione, potete usufruire della Card del docente per l'autoaggiornamento (su Amazon e prossimamente anche su IBS). Allora, aggiungo solamente quanto segue: buona lettura!

sabato 7 gennaio 2017

Di chi la colpa?

"Le colpe attribuite di solito alla scuola andrebbero dovuto essere, in realtà, equamente ripartite, perché una parte consistente di esse andava caricata sulle famiglie e sugli individui, cioè su responsabilità che riguardavano non a società in astratto, ma le singole persone"

(A. Lepre, Storia della Prima Repubblica. L'Italia dal 1943 al 2003, Il Mulino, Bologna, 2004, p. 316)

Prepariamoci alla ripresa delle attività didattiche e riflettiamo su una prospettiva scarsamente presa in considerazione dai più, volutamente o meno rimossa dall'agone pubblico, in genere irriflessa quando si assumono atteggiamenti di riprovazione o biasimo, sovente di natura marcatamente paternalistica, e, dunque, meramente retorica, nei confronti della scuola in generale, e dei suoi operatori in modo particolare.

Di chi è la colpa se la materia prima, ovvero la qualità degli studenti, è bassa in partenza (ossia, prima ancora che varchino i cancelli scolastici)? 

Di chi è la colpa se gli studenti sono maleducati (chi avrebbe dovuto educarli prima che entrassero nel circuito dell'istruzione)?

Di chi è la colpa se gli studenti non sanno stare al "loro" posto? (vedi sopra)

Di chi è la colpa se gli studenti non attribuiscono alcuna importanza alla scuola in quanto tale? Un bassa considerazione è frutto di un apprendimento familiare e sociale antecedente al loro ingresso a scuola ...

Dire che la colpa è della scuola è come dire che la scuola sbagli prima ancora di prendere in carico i futuri educandi non educati ...

Sarebbe bello, invece, che anche altri attori ed altre agenzie formative si assumessero, e finalmente, le loro colpe e che la smettessero di sparare sempre ed acriticamente sulla scuola.

Il problema, purtroppo, è che la scuola è indifesa da tutti, e, quindi, è più conveniente scaricare i colpi su quest'ultima che fare i conti con sé stessi. Un capro espiatorio che paghi per tutti è più facile, comodo ed utile che ripartire le responsabilità a ciascuno secondo il proprio differente ruolo ...

Ma da questo circolo vizioso perseverando in questo errore non è punto possibile uscire.