"La
differenza tra reale e realtà spiazza il carattere rigidamente
separativo di questa opposizione. Cosa è in gioco nel porre il
problema della differenza tra realtà e reale? La realtà è la
realtà del mondo, la realtà effettuale sulla cui esistenza nessuna
– nemmeno l'ermeneuta nichilista più efferato – può dubitare.
La realtà di una ciabatta nella stanza o della pioggia che cade sono
fatti in sé, esterni, non sono né nella mia coscienza, né nel mio
inconscio, né frutto di una interpretazione. La realtà ha le
caratteristiche della permanenza e della regolarità indipendente
dalla mia volontà, le quali, come mostra anche la psicologia
evolutiva, vengono acquisite solo a un certo punto dello sviluppo
cognitivo del bambino"
(M. Recalcati, Il sonno della realtà e il trauma del reale,
in M. De Caro – M. Ferraris (curr.), Bentornata realtà.
Il nuovo realismo in discussione,
Einaudi, Torino, 2012, p. 196)
Eh, il mio caro non - realismo, il gioco si fa duro!