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mercoledì 29 luglio 2015

A chi serve l'INVALSI?

Mai come quest'anno sono state veementi e con parecchia eco le proteste nei confronti delle "prove INVALSI".

Ma cos'è l'INVALSI?

In cosa consistono le "prove INVALSI"?

Cosa fa l'INVALSI?

A cosa serve l'INVALSI?

O, per meglio dire, a chi serve l'INVALSI?

In appendice ad un mio recente scritto, cerco di rispondere in maniera pacata e con documenti alla mano a queste ed anche a molte altre domande rimaste in sottofondo ...


lunedì 27 luglio 2015

Ode seconda al bagnante stercorario

Oh mirabile incivil bagnante,
cosa credi m'importi di cosa e di che marca fumi?
In fede, non mi preme sapere se fumi,
ordunque perché t'ostini a rendermi partecipe?
Mi basterebbe il puzzo del tuo fumo o il cattivo olezzo della tua fiata,
ma tu no, per forza vuoi omaggiarmi dei residui del tuo vezzo,
non poco disgustoso,
non tanto bio o eco,
non così chic!
E quando il calore giunge allo spasimo,
allarmi! Una grande novità tange lo specchio marino dell'accesso numero 3:
la marea galleggiante si distribuisce in modo obliquo ed improvviso, cosa c'è?
Uno squalo? Una bottiglia? Una nave? Degli escrementi?
No, un ben più prosaico assorbente intimo (usato) che biancheggia a pelo d'acqua in contrasto con lo scuro fondo!
Ahi, bagnante stercoraro, per non dire incivile!
Che combini, ordunque?

sabato 25 luglio 2015

La Buona Scuola ... pillola 1

La legge n. 107/2015, “Riforma del sistema nazionale di istruzione e formazione e delega per il riordino delle disposizioni legislative vigenti”, altrimenti detta nel dibattito pubblico legge “La Buona Scuola”, consta di un solo articolo di ben 212 commi.  Misteri della normografia italiana, verrebbe da dire!


È, a tutti gli effetti, una legge delega (nel numero di 9 in totale) al Governo per intervenire a modificare le discipline collegate e direttamente interessate dalla presente legge al fine di coordinarle con l’attuale progetto di riforma del sistema. 


L’art. 1, comma 1, indica le finalità da conseguire che vengono declinate, alquanto sommariamente a dire il vero, nei successivi commi, e che autorizzano il Governo ad intervenire successivamente al fine di armonizzare le discipline vigenti con il nuovo assetto. 

Prendiamo in considerazione, al momento, il solo primo comma. Si compone di due parti, distinte ma collegate: una prima elenca le finalità che il servizio pubblico di istruzione deve conseguire; e, una seconda parte collega queste ultime al desiderio di dare «piena  attuazione all'autonomia delle istituzioni scolastiche di  cui  all'articolo  21 della legge 15 marzo 1997, n. 59, e successive  modificazioni,  anche in relazione alla dotazione finanziaria». A ben guardare, allora, tutto il comma 1 si compone di 134 parole delle quali 104 per esplicitare le finalità cui dare corso e 30 per coordinare queste stesse alla completa attuazione della cosiddetta “autonomia delle istituzioni scolastiche”, introdotta nel nostro ordinamento interno dall’art. 21 della L. n. 59 del 1997. Detto altrimenti, su ben 1019 caratteri, 794 servono ad introdurre 11 nuove finalità nel sistema di istruzione mentre 225 servono a collegare queste ultime ad un obiettivo “di sistema”, vale a dire attuare, per loro tramite, l’autonomia delle istituzioni scolastiche.

Le finalità sono le seguenti:

 1)  «affermare il ruolo  centrale  della  scuola  nella  società della conoscenza»;

2)  «innalzare i livelli di istruzione» delle studentesse e degli studenti, «rispettandone i tempi e gli stili di apprendimento»;

3)  innalzare i livelli di «competenze delle studentesse e degli studenti», «rispettandone i tempi e gli stili di apprendimento»;

4)   «contrastare le diseguaglianze socio-culturali»;

5)   contrastare le diseguaglianze «territoriali»;

6)   prevenire e recuperare l’abbandono scolastico;

7)   prevenire e recuperare la dispersione scolastica;

8)  «realizzare  una scuola aperta»;

9)  «garantire  il  diritto  allo studio»;

10)    garantire «le pari opportunità di successo formativo» dei cittadini;

     11) garantire le pari opportunità «di istruzione permanente» dei cittadini.

Nuove finalità per la scuola del domani? Non direi proprio.

Fondamentali? Manco a sognarlo! 

Ma d'altra parte, sono il frutto di una precisa scelta politica da parte del decisore politico. Gli operatori scolastici con difficoltà le considererebbero strategiche per il servizio pubblico di istruzione, non è dello stesso parere il legislatore!

Ma ci torneremo sopra in seguito.


(url immagine: http://www.giuliocavalli.net/wp-content/uploads/2015/05/scuola-riforma-renzi-meritocrazia.jpg)

giovedì 23 luglio 2015

Disney e filosofia 4



Archimede è qui alle prese con dilemma del controllore: alla fine, chi controllerà il controllore?

(tratto da: Topolino 3101)


Ovviamente, trattandosi di una forma estrema di regressus ad infinitum, il povero inventore non può uscirne sano e salvo. Da qui la gag fumettistica!

Spassoso.


Passabile.

Dilettoso.

Buono, per distrarsi dallo sfascio della scuola pubblica italiana, d'ora innanzi chiamata ideologicamente quanto retoricamente buona. Resta da capire per chi lo possa essere ...

post scriptum

e difatti, alla fine della fiera, chi controllerà il capo supremo del dirigente scolastico?

martedì 21 luglio 2015

Ode al bagnante stercorario ...

Come ogni estate, assieme al caldo, ai divieti di sosta improvvisati e al pullulare di parcheggiatori abusivi (alias taglieggiatori della sosta selvaggia), tornano anche loro, i simpaticissimi bagnanti stercorari!




Sì, avete letto bene: tutti quei bagnanti che considerano e trattano la spiaggia un deposito dei loro rifiuti di qualsiasi forma, dimensione e colore!

La foto, che ho scattato stamane, parla chiaro: cicche di sigarette, cannucce da bibite, stecche per girare il caffè ...

Mentre ripulivo il mio piccolo spazio riflettevo: se ciascun bagnante fumatore spegne ciascuna sigaretta sulla battigia, quante se ne depositano al dì? Mettiamo che ciascuno ne fumi dieci al mare. Su una porzione di trecento metri per dieci, tanta è, più o meno, l'estensione della spiaggia libera dell'accesso numero tre, avremo, sì e no, mille fumatori al giorno (probabilmente molti di più ...). Quindi, quotidianamente mille disgustosi e volgari bagnanti fumatori scaricano sulla spiaggia qualcosa come 10 mila cicche di sigarette.

Orrore!

All'inizio della stagione, se ne contano poche, la maggior parte corrose dal tempo, segno che non sono rifiuti freschi, ma risalenti a stagioni precedenti. Da Luglio in poi, invece, e purtroppo, la spiaggia lentamente si copre di un soffice e sinistro tappeto uniforme di sigarette, tappi di bottiglie, resti di vetro e di edilizia, pezzetti di plastica, cotton fioc, etichette di carta, semi di frutta, cerotti, fili da pesca, fibre di tessitura ...

Allora, se è bello, giunta l'estate, non cambiare stessa spiaggia stesso mare, i miei disgustosi concittadini fumatori e bagnanti meritano l'ode alle loro eroiche e mirabili gesta (di civiltà).

Quando il caldo picchia forte e refrigerio non c'è,
sciamano sulla rena in gran quantità,
piccoli e grandi, giovani e meno giovani,
li vedi correre per prendere posizione
abiti colorati svolazzanti alla brezza marina,
ombrelloni piantati come pietre di confine,
loro lì, noi qua,
sguardi minacciosi lungo le linee immaginarie dei perimetri personali,
e via alla ristorazione selvaggia: brioche; ghiacciolo appena acquistato; panino imbottito; frutta; caffè gelato; sigaretta ...
Folate di fumo fumato giungono alle tue narici,
ti volti, comprimi la rabbia, e guardi il bagnasciuga che, bocca della verità, porta a riva quei corpi estranei al mare che la mano umana generosa distribuisce.
Ma quando torni a fissare il tuo dirimpettaio di ombrellone fumatore, magia! La sigaretta non c'è più!
Meravigliato lo ammiri: senza farsi accorgere, s'è alzato, è corso verso il più vicino cestino e repentino è tornato a sedersi sul suo magnifico scranno!
Come ha fatto?
Prodigi estivi, effetti morgana, calura marina.
La tua giornata termina e volgi i tuoi passi verso casa.
L'indomani, però, scopri, tuo malgrado, il trucco: la malandrina sigaretta, anzi le sigarette, magicamente scomparse, emergono flemmi dalla sabbia, come se la spiaggia espellesse da sé i corpi estranei, i doni non richiesti, la concimazione artificiale ...
Ed allora prorompi in silenti urla di biasimo nei confronti dei bagnanti stercorari, simbolo della piena estate, non c'è questa senza di loro, non c'è quella senza il tuo profondo e viscerale disgusto ...
Oh, tanto gentile quanto benigno bagnante, è invero disgustosa la tua abitudine, schifoso, e son gentile, il tuo vizio! Siamo in una spiaggia, non ai bagni pubblici! Ma tu, mio caro, invero meriti di vivere dentro ad una latrina, e non di costringere anche gli altri a provarla ...

domenica 19 luglio 2015

Profili della scuola di oggi ... 8

"L’autonomia scolastica, avviata dal 1° settembre 2000 con il riconoscimento della personalità giuridica alle singole istituzioni scolastiche (circa 11.000 in tutto il nostro Paese, senza conteggiare le scuole paritarie), implica certamente la necessità per ogni scuola di dotarsi di una propria strategia formativa, di definire una specifica offerta didattica (rappresentata dal POF), di muoversi con maggiore intraprendenza nel territorio di riferimento (sia esso un quartiere, una città o una provincia intera). Di fatto, con il conferimento dell’autonomia si assiste al rafforzamento della iniziativa di ogni scuola, spinta per necessità di sopravvivenza ad acquisire ed aumentare le risorse interne (in primis, personale docente, possibilmente qualificato e motivato), a delimitare i propri confini verso l’esterni (accettando alcune regole di programmazione del servizio), a rendere visibile il proprio “marchio” (per attrarre utenza), a decidere quali alleanze coltivare e quali competizioni affrontare (nel rapporto con strutture formative simili). Insomma, si potrebbe adottare la metafora del castello assediato per rappresentare la chiusura e quella dell’arcipelago per evocare l’apertura a nuove relazioni"

(G. Cerini, Fare rete per valorizzare il “capitale sociale” di ogni scuola, in G. Cerini (cur.), Il nuovo dirigente scolastico tra leadership e management, Maggioli, 2010, p. 75)

Metafore per capire, metafore per comprendere, metafore per spiegare ...

Ma non è forse questo il tiramolla cui le scuole sono di fatto oggi costrette: essere tanto fortilizi assediati quanto arcipelaghi immensi!

Talvolta inespugnabili torri d'avorio, talaltra orizzonti aperti e sconfinati!

giovedì 16 luglio 2015

Comprendere l'evoluzione della valutazione scolastica ...



Penso che per comprendere la complessa e delicata evoluzione della valutazione scolastica sia quantomeno opportuno leggere il mio ultimo contributo al riguardo.



No, penso di non peccare di eccessiva autostima, sia perché autocito un mio lavoro sia perché lo ritengo davvero degno, ma mi auto - pubblicizzo per il solo motivo che, in giro, è, forse, l'unico contributo che spiega, in maniera comprensibile ai più e con una ricca base documentaria, proprio l'evoluzione di cui sopra.



Ovviamente, nessuno è obbligato a procedere nella lettura, ci mancherebbe!



Ma per chi fosse interessato, qui può trovare l'intero articolo.


giovedì 9 luglio 2015

Il computer di Platone!

"Nella nostra scienza moderna siamo tanto abituati alla granitica «bivalenza» vero/falso, un aut-aut rigido dominato dal principio di non contraddizione e dal principio del terzo escluso, che ci appaiono strani questi aspetti vaghi e magmatici dell’uso arcaico di un termine cruciale quale la verità: non tanto legata alla realtà concreta quanto alla memoria, non tanto opposta alla menzogna o all’errore quanto all’oblio"

(L. Borzacchini, Il computer di Platone. Alle origini del pensiero logico e matematico, Dedalo, Bari, 2005, p. 67)

Parole che illuminano l'oscurità dello scavo nei presupposti della teoretica occidentale!

Può piacere, come non piacere, de gustibus non disputandum est, e tuttavia come non riconoscere l'assoluta nitidezza delle parole di Borzacchini?

E come non sorprendersi per la scoperta che gli usi antichi erano così radicalmente differenti dai nostri? E che, segnatamente, non erano affatto nitidi i rapporti antichi tra verità e menzogna ...


(url immagine: http://static.giardinaggio.org/fiori/significato-fiori/papavero-significato_NG4.jpg)

lunedì 6 luglio 2015

Autocitazione ...

"L'iniziato esce fuori di sé (fr. 28B 1 DK) per giungere a diretto colloquio con la fonte esterna di conoscenza, la dea, theà, che illustra a Parmenide il contenuto della conoscenza, due vie e le uniche possibili, odoì moûnai dizhèsiós eisi nohêsai, che si possono intuire, pensare. La traduzione di Tonelli insiste sul carattere misterico del linguaggio parmenideo mentre tutte le altre traduzioni preferiscono rendere 'nohêsai' con 'pensabili', che si possono pensare. Il passo è importante in quanto, sempre secondo Tonelli, Parmenide formula per la prima volta nella storia del pensiero occidentale una delle sue strutture fondamentali, il principio di non contraddizione, insito appunto nel significato greco di 'dízhesis', discernimento, separazione, distinzione. E Parmenide, per l'appunto, distingue tra due vie di ricerca, l'una che "è", e che non è possibile che non sia, he mèn ópos éstin te kai os ouk éestin mhè eînai; il "sentiero della Persuasione", dal greco 'Peithó', uno degli attributi della divinità dell'Amore, fascinazione, seduzione, convinzione. Nella trama simbolica della parola 'iniziatica', 'sciamanica', 'misterica', si fa strada la «necessità razionale»,13 la persuasione cioè conduce alla verità, Alhetheíhei gàr ophedeî, la via che dice che l'essere è e non può non essere. La parola della dea, pertanto, fa da tramite, congiunge; costituisce allora «il punto in cui la misteriosa e distaccata sfera divina entra in comunicazione con quella umana, si manifesta nell'udibilità, in una condizione sensibile»,14 e accompagna Parmenide alla conoscenza. L'altra via pensabile è quella che "non è", e che è necessario che non sia, he d'os ouk éestin te kai os chreón esti mhè eînai. Dunque, l'essere si contrappone al non -- essere, l'uno è, l'altro non è, il primo è esistenza, il secondo è non esistenza. Qui Parmenide conia un registro linguistico dal quale il nostro Occidente non potrà più prescindere, gli usi della copulazione, ossia dell'«è», la struttura base delle frasi. Nelle parole di Moro, apprezzabili anche in senso filosofico, pur denunciando la loro appartenenza al registro linguistico, «non c'è da sorprendersi che proprio il verbo essere sia divenuto, nella tradizione greco-latina prima e moderna dopo, un termine chiave della riflessione filosofica».15 Il pensare, il considerare qualcosa come pensabile, o anche solo intuibile, passa attraverso l'uso della copula «è», ossia per l'attribuzione di contorni, proprietà, per il confronto, la distinzione, il discernimento, con altri oggetti, simili e diversi. Infatti, di «ogni individuo, astratto o concreto che sia [...] si deve poter dire qualcosa, cioè a ogni cosa si deve poter dire qualcosa, cioè a ogni cosa si deve poter assegnare un predicato».16 In altri termini, Parmenide fonda il logo occidentale"

(A. Pizzo, Ontologia in Parmenide: come e cosa si pensa quando si dice «è», “Dialegesthai. Rivista telematica di filosofia”, anno 14 (2012) [inserito il 10 luglio 2012], disponibile su World Wide Web: <http://mondodomani.org/dialegesthai/>, [93 KB], ISSN 1128-5478, contenuto on – line: http://mondodomani.org/dialegesthai/ap20.htm)

Di Parmenide, teoretica occidentale e molto altro!

Basta leggere ...


giovedì 2 luglio 2015

Aristofane, oh fanfarone!


S. Ora fiaccola, fai il tuo lavoro. Voglio una bella fiamma.
1° D: Che fai?
S: Io? Argomento tra le travi della casa

(Aristofane, Le nuvole, in Aristofane, Gli acarnesi. Le nuvole. Le vespe. Gli uccelli, Garzanti, Milano, 201012, p. 130)

Ecco come si risolvono le cose quando la lingua latita e il pensiero proprio "non ci arriva"!

Ma è pure la risposta, alquanto disperata a dire il vero, di un sempliciotto irretito dalle parole "alate" dei (finti)sapienti!

E come questi ultimi possono convincere, tramite parole audaci, anche dell'impossibile, così lui può argomentare con le travi che sostengono un edificio e darvi fuoco ...

Ancora una volta Aristofane irride la sapienza dei filosofi e, con gusto, riconduce le esistenze dei mortali alla materialità quotidiana.


(url immagine: http://www.arstum.it/rostra/miniature/socrate-nelle-nuvole_mini.jpg)