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lunedì 25 luglio 2016

Verso il saggio #2

"Si tratta invece di un sofisticato strumento conoscitivo che, nel tracciare l'albero genealogico delle divinità, disegna una mappa delle potenze che operano nel mondo e le rappresenta attraverso i vincoli della parentela e le modalità della nascita"

(G. Pironti, La nascita degli dei e l'ordine del mondo, in U. Eco - R. Fedriga (curr.), La filosofia e le sue storie. L'antichità e il Medievo, Laterza, Roma - Bari, 2014, p. 13)

Ed è così: attraverso genealogie ed eziologie "naturali", la cultura greca cerca di render conto di un'unità invisibile, dispersa dietro lo spettacolo multiforme della natura.

L'intento appare piano, ovvero mostrare l'ordine di tutte le cose, additando le relazioni tra i vari enti o "potenze".

domenica 12 giugno 2016

Zambrano su pensiero e poesia #2

"La cosa del poeta non è mai la cosa concettuale del pensiero, ma complessissima e reale, la cosa fantasmagorica e vagheggiata, quella inventata, quella che ci fu e quella che non ci sarà mai. Vuole la realtà, ma la realtà poetica non è solo quella che c'è, quella che è, ma anche quella che non è; abbraccia l'essere e il non-essere in ammirevole giustizia caritativa, giacchè tutto, proprio tutto, ha diritto ad essere, finanche ciò che non ha mai potuto essere"

(M. Zambrano, Filosofia e poesia, Pendragon, Bologna, 2010, p. 45)

E qui Zambrano illumina le peculiarità del sentiero poetico, quello che diverge nettamente dalla filosofia, ovvero la tensione che possiede il poeta nello sforzo commovente e pietoso di voler cogliere tutto, il possibile con l'impossibile, la realtà con l'assenza, l'unità con la molteplicità ...

Il filosofo distingue e separa, il poeta include ed abbraccia tutto, anche quel che non è, quel che non fu, quel che non sarà mai ...

Ma non è forse questo l'anelito ultimo dell'umano, ovvero il tendere a quel Tutto che innerva ciascun essere?


(url: https://libros.com/files_ck/images/16296081788_389f573486_o.jpg)

domenica 5 giugno 2016

Zambrano su pensiero e poesia #1

"il cammino inizia a divergere nel momento in cui il filosofo si dirige verso l'essere che si cela dietro le apparenze e il poeta  resta immerso nelle apparenze stesse. l'essere era stato definito soprattutto come unità, perciò era occulto, siffatta unità aveva calamitato la violenza filosofica"

(M. Zambrano, Filosofia e poesia, Pendragon, Bologna, 2010, pp. 42 - 3)

In queste poche battute Zambrano illustra il nodo che rela tra loro i sentieri del pensiero e della poesia, gemelle divise nel momento aurorale ed originario della scissione, ovvero quando il filosofo ha preferito andare dietro l'essere, e la sua correlata evidenza, mentre il poeta ha preferito rimanere immerso nelle nebbie dell'apparenza ...

Un modo originale di ripensare il nesso e la storia impossibile della filosofia e della poesia ...

Briciole di riflessione divergente!


(url: http://www.enciclopediadelledonne.it/wp-content/uploads/2014/03/106maria-zambrano144.jpg)