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mercoledì 10 dicembre 2014

Scuola ... il multiverso!

Faraone dice che si cambia verso ... magari così fosse! Di seguito la mail ...

"Carissime e carissimi,
sono Davide Faraone, ho 39 anni e sono stato
eletto deputato per la prima volta in questa legislatura.
Ora
il Presidente del Consiglio, Matteo Renzi, mi ha voluto come
Sottosegretario al Miur per rappresentare un governo che sta mettendo la
scuola al centro della propria azione, non solo a parole ma con i fatti.
italiana e per il Paese.
� davvero il momento della svolta per la scuola
scolastici. Sono migliaia gli interventi gi� partiti, e quelli in
Siamo partiti dagli edifici
E adesso La Buona Scuola. Ci stiamo
programma nei prossimi mesi, per rendere le scuole pi� sicure e pi� belle.
alcun coinvolgimento sulle scelte politiche che riguardano la scuola. Per
occupando di ci� che avviene nelle nostre aule. Da tempo non vi era questo abbiamo voluto ascoltare tutti, perch� l'istruzione
sar� l’Italia tra vent’anni dipende da come � la
� il motore per ogni sviluppo economico, sociale e culturale del Paese e la scuola � patrimonio di tutti i cittadini. Come scuola oggi, ripete spesso Matteo Renzi. � per questo che vogliamo
davvero tutti coloro che hanno voluto partecipare contribuendo alla
una Buona Scuola. La consultazione � terminata in questi giorni, con l’impegno del Ministro Stefania Giannini e di coloro che hanno collaborato al Ministero e nei territori. Ringrazio
mandare il loro punto di vista. Saranno soprattutto le critiche ad essere
riflessione collettiva sulle proposte. Ma il lavoro davvero impegnativo arriva adesso. Il piano ipotizzato nel documento del governo sar� rivisto alla luce delle proposte di coloro che hanno voluto vagliate. La complessit� della scuola � affrontabile solo se
scuola e per la scuola ha vissuto tempi particolarmente pesanti fatti di
ognuno di voi ci aiuter� a trovare soluzioni che migliorino i risultati delle nostre studentesse e dei nostri studenti. Questo � il nostro compito e la nostra speranza. So che chi lavora come voi nella tagli e spesso di umiliazioni. Ora si cambia verso! La tenuta del sistema � stata possibile proprio perch�
Davide Faraone"
abbiamo potuto contare sul vostro lavoro. Ed ora ci contiamo ancora di pi�. Potremo ottenere risultati solo con il dovuto impegno e con la necessaria motivazione di tutti. Abbiamo una grande responsabilit�, sono certo che lavoreremo bene insieme. Cari saluti

Davide Faraone"

sabato 6 dicembre 2014

Frammenti di considerazione sulla natura tautologica della ratio anselmi

(frammenti di una riflessione in progress)


(url immagine: http://api.ning.com/files/uiOgHOR8758iKiWs2dlYnIkaArjDXOgIot-8T88hggUu3EjvXe9Dy28bbjAbUXNyNq4xFB9JJB6y0p1nLM1g299GIHHbdbk-/SantoAnselmodeCantuariaCambridge.jpg)


Per Fabro, il ragionamento di Anselmo è semplice e consta di tre parti: 

1) considerare Dio l’essere perfettissimo; 
2) considerare l’esistenza una perfezione; 
3) considerare che tutti, insipiens compreso, comprendono Dio come l’essere pervertissimo[1]. 

Di conseguenza, proprio per via della definizione iniziale, non si può che concludere che Dio esista, altrimenti verrebbe meno la condizione secondo la quale Dio è un essere perfettissimo. Infatti, se non possedesse anche l’esistenza, come potrebbe possedere tutte le perfezioni possibili? 

Per negare che Dio sia l’essere perfettissimo si deve quantomeno possedere il concetto di Ente massimo (proprio perché perfettissimo). Ma l’Ente massimo non può esistere solamente nelle teste di chi lo pensa, e correttamente, lo intende, in quanto Ente dotato di tutte le perfezioni possibili, ma deve «esistere anche nella realtà»[2]. Anselmo ha così inventato l’argomento ontologico, una particolare strutturazione argomentativa in forza della quale si passa dal pensiero all’essere.

E l'insipiens? Tutto qua il suo ruolo? Tutt'altro!

Secondo Sciuto, lo stolto è colui che «non comprende ciò che dice»[3] e, facendo ciò, separa «parole e pensiero»[4]. Viceversa, anche lui concorderebbe con Anselmo nell’asserire la massima tautologia possibile, e cioè che Dio è l’essere al massimo grado di perfezione. 

Va da sé, ovviamente, il passaggio seguente, e cioè che, proprio perché perfettissimo, non può che esistere. Distinguere tra intellectum e res significa contraddirsi, significa pensare una cosa e crederne un’altra, significa intendere la nozione di Dio, come essere perfettissimo, e non intenderla, ossia comprendere Dio come non perfettissimo, significa cadere velocemente in un comportamento vizioso, credere in una cosa e agire in difformità da quest’ultima. 


Una volta che sia mostrata la vanità della contraddizione dello stolto, la sua negazione di Dio viene meno, decade spontaneamente. In altri termini, penso sia legittimo concordare con Brocchiero e Parodi quando sostengono che Anselmo mostri con estrema chiarezza la contraddizione cui va incontro l’insipiens «nel momento in cui nega il passaggio dall’esistenza mentale a quella extramentale»[4]. 

Piuttosto, e volendo concedere il massimo, lo stolto potrebbe dire solamente Deus non est, non anche pensarlo[5]. Così, lo sciocco afferma che Dio non esiste. Ma per farlo, deve contraddire la nozione stessa di Dio, l’essere perfettissimo. Tuttavia, non può tanto. Dunque, si auto-confuta dal momento che cade da solo in contraddizione, ovvero considerare Dio ad un tempo l’essere perfettissimo e l’essere non perfettissimo. 


Contraddicendosi, le sue parole non contano nulla. Seguendo le esatte movenze della dimostrazione elenctica del principio di non contraddizione, Anselmo fa ricadere sullo stolto l’onere della prova, dimostrando, dunque,sì che Dio esiste, ma senza farlo direttamente. Infatti, se lo stolto che nega Dio si contraddice, allora sarà vera la proposizione opposta, ossia che Dio esiste. È contraddittoria, dunque, qualunque proposizione che nega l’esistenza di Dio[6]. 


E questo è quello che fa Anselmo nel gioco dialettico con l’insipiens[7]. Se assumiamo ex absurdo che Dio non esiste, a quali conseguenze giungiamo? Perveniamo ad «una conclusione impossibile»[8]. Di conseguenza, non può essere vera la posizione ateistica. 


Pertanto, sarà vera la posizione teista. 


Ma questa è vera non solo perché è falsa la posizione opposta, ma anche perché riposa su un’evidenza difficilmente negabile, e cioè che Dio, per essere l’essere perfettissimo, deve esserlo tanto in intellectu quanto in re. Il carattere assolutamente evidente della prova anselmiana deriva dalla sua natura tautologica: non una mera ovvietà, ma una verità priva di condizioni di verificazione!



[1] Cfr. c. fabro, L’uomo e il rischio di Dio, Editrice Studium, Roma, 1967, p. 276.
[2] Cfr. e. severino, La filosofia dai greci ai nostri tempi. La filosofia antica e medievale, Rizzoli, Milano, 20064, p. 283.
[3] Cfr. i. sciuto, Introduzione, a: Anselmo, Proslogion, Rusconi, Milano, 1996, p. 34.
[4] Ibidem.
[5] Cfr. m. f. b. brocchiero – m. parodi, Storia della filosofia medievale, Laterza, Roma – Bari, 20055, p. 150.
[6] Cfr. a. pizzo, Argomento ontologico. Una storia convergente per una lettura divergente, Aracne, Roma, 2009, p. 26.
[7] Cfr. r. g. timossi, Dio e la scienza moderna. Il dilemma della prima mossa, Mondadori, Milano, 1999, p. 301.
[8] Cfr. a. pizzo, op. cit., p. 27.
[9] Cfr. E. bencivenga, La dimostrazione di Dio. Come la filosofia ha cercato di capire la fede, Mondadori, Milano, 2009, p. 20.



lunedì 1 dicembre 2014

Quel che significa genitorialità ...

Bellissima canzone di Elisa che descrive poeticamente quel che prova un genitore ...

"Sarà difficile diventar grande 
prima che lo diventi anche tu 
tu che farai tutte quelle domande 
io fingerò di saperne di più 
sarà difficile 
ma sarà come deve essere 
metterò via i giochi 
proverò a crescere 

Sarà difficile chiederti scusa 
per un mondo che è quel che è 
io nel mio piccolo tento qualcosa 
ma cambiarlo è difficile 
sarà difficile 
dire tanti auguri a te 
a ogni compleanno 
vai un po' più via da me 

A modo tuo 
andrai 
a modo tuo 
camminerai e cadrai, ti alzerai 
sempre a modo tuo 
A modo tuo 
vedrai 
a modo tuo 
dondolerai, salterai, cambierai 
sempre a modo tuo 

Sarà difficile vederti da dietro 
sulla strada che imboccherai 
tutti i semafori 
tutti i divieti 
e le code che eviterai 
sarà difficile 
mentre piano ti allontanerai 
a cercar da sola 
quella che sarai 

A modo tuo 
andrai 
a modo tuo 
camminerai e cadrai, ti alzerai 
sempre a modo tuo 
A modo tuo 
vedrai 
a modo tuo 
dondolerai, salterai, cambierai 
sempre a modo tuo 

Sarà difficile 
lasciarti al mondo 
e tenere un pezzetto per me 
e nel bel mezzo del 
tuo girotondo 
non poterti proteggere 
sarà difficile 
ma sarà fin troppo semplice 
mentre tu ti giri 
e continui a ridere 

A modo tuo 
andrai 
a modo tuo 
camminerai e cadrai, ti alzerai 
sempre a modo tuo 
A modo tuo 
vedrai 
a modo tuo 
dondolerai, salterai, cambierai 
sempre a modo tuo"

(Tratto da: http://www.angolotesti.it/E/testi_canzoni_elisa_104/testo_canzone_a_modo_tuo_1818117.html)