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martedì 7 ottobre 2014

Caro Salvatore Nocera



Caro Salvatore Nocerca,






prendo spunto dalla tua critica al boicottaggio corporativistico promosso da alcuni miei colleghi (?) contro Dario Ianes, e contro la casa editrice Erickson, rei di aver proposto un'evoluzione del docente di sostegno, Siccome non conosco nei dettagli siffatta proposta, eviterò di discuterne. Tuttavia, mi soffermerò sul tuo editoriale, pubblicato su Edscuola in data 06 ottobre 2014.






Concordo con te, caro Salvatore, il boicottaggio è proprio una scemenza, qualcosa di inopportuno rispetto anche alla grande tradizione della Erickson e alla reputazione di Dario Ianes. Ciò non toglie, però, che siano presenti alcuni grandi rischi in merito alla proposta di trasformazione del docente di sostegno, e del sostegno in quanto tale, di quest'ultimo. E penso proprio che la levata di scudi cui fai riferimento sia la spia di un profondo disagio sindacale da parte di docenti che, dopo una gavetta lunghissima oltre che umanamente significativa, e dopo cospicui investimenti nei percorsi universitari di formazione specialistica, percepiscono l'ennesimo pericolo di perdita dell'identità professionale, prima ancora di quella occupazionale. E' un segno di debolezza corporativa, perché se fossimo davvero forti manco si alzerebbe la mattina qualcuno a dire che è tempo di cambiare. Invece, l'idea che l'integrazione non ha funzionato a dovere, induce alcuni a vagheggiare un superamento del modello attuale. In forza di cosa, ripeto, non so con esattezza. Sui forum e sui siti si insiste su un collocamento dell'80% del personale attuale su ruoli curriculari mentre il restante 20% diventerebbe un corpo di consultazione da parte del consiglio di classe il quale, per intero, e non più tramite delega al docente di sostegno, dovrebbe farsi carico in prima persona, vale a dire direttamente, dell'integrazione degli studenti disabili. Un qualcosa che già avviene con i BES.






Tuttavia, a mio onesto modo di vedere, il rifiuto dell'evoluzione proposta di Ianes, benché impensabile in concreto di per sé, presenta svariati profili di meritevolezza. Siccome, però, non voglio annoiarti con la mia prosa sguaiata e poco acuta, ne elenco solo due tra i tanti: 






1) venuta meno la figura del docente di sostegno, chi ci garantisce che il consiglio di classe favorisca davvero, e meglio di quanto non avvenisse in precedenza, l'integrazione delle persone disabili?;






2) in tempi di revisione della spesa, ossia di riduzione generalizzata della spesa pubblica, senza se e senza ma, mi risulta quantomeno pericoloso ipotizzare un superamento dell'attuale integrazione scolastica dal momento che si giustificherebbe tout - court la malsana idea di qualche legislatore ragioniere di abrogare in toto l'integrazione scolastica delle persone con disabilità con fine deliberato di conseguire economie per le finanze pubbliche.






Non sono questi due dei profili che da soli già bastano per rigettare la supposta evoluzione del docente di sostegno? Penso di sì, anche se non desidero affatto passare per un conservatore dell'integrazione scolastica. Abusi, errori ed inefficienze si sono verificate e continuano a verificarsi, in primo luogo la vituperata prassi di utilizzare il docente di sostegno come "tappabuchi" per le supplenze temporanee del personale curriculare. Ed è bene lavorare per migliorare il sostegno. Tuttavia, prudentemente rinvierei a tempi più propizi qualsiasi idea evolutiva o palingenetica che sia.






Fiducioso di avermi inteso, ti rinnovo la mia simpatia e il riconoscimento per la tua infaticabile opera di difesa degli interessi delle persone con disabilità







Firmato, un docente che di sicuro non sa nulla di politica e meno ancora di scuola. 









(url immagine: http://www.grusol.it/immagini/libro06-2014.jpg)





lunedì 6 ottobre 2014

Cantico delle creature



(url immagine: http://www.basilicasanfrancesco.com/souvenirs/media/catalog/product/cache/1/image/5e06319eda06f020e43594a9c230972d/t/a/tau_0216_1.jpg)

venerdì 3 ottobre 2014

Il tempo delle cattedrali

"IL TEMPO DELLE CATTEDRALI

E' una storia che ha per luogo
Parigi, nell'anno del signore
millequattrocentottantadue
storia d'amore e di passione
e noi gli artisti senza nome
della scultura e della rima la faremo rivivere
da oggi all'avvenire.

E questo è il tempo delle cattedrali
la pietra si fa statua, musica e poesia
e tutto sale su verso le stelle
su mura e vetrate
la scrittura è architettura.

Con tante pietre e tanti giorni,
con le passioni secolari
l'uomo ha elevato le sue torri
con le sue mani popolari
con la musica e le parole
ha cantato cos'è l'amore
e come vola un ideale nel cielo del domani.

E questo è il tempo delle cattedrali
la pietra si fa statua, musica e poesia
e tutto sale su verso le stelle
su mura e vetrate
la scrittura è architettura.

In questo tempo delle cattedrali
la pietra si fa statua, musica e poesia
e tutto sale su verso le stelle
su mura e vetrate
la scrittura è architettura.

Qui crolla il tempo delle cattedrali
la pietra sarà dura come la realtà
in mano a questi vandali e pagani
che già sono qua
questo è il giorno che verrà
oggi è il giorno che verrà"