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sabato 31 marzo 2018

Reputazione

"se la credulità è un effetto della nostra sete di verità, l'informazione falsa non basta a spegnere questa sete: la selezione collettiva dell'informazione si compie attraverso l'ingestione di potenti dosi di stronzate"

(G. Origgi, La reputazione. chi dice che cosa di chi, EGEA, Milano, 2016, p. 60)

Facciamo un gran parlare di Cambridge Analytica, di Fake News, di postverità, e affini, ma nessuno ancora si è reso conto di due dimensioni, distinte ma non irrelate, al cui interno, volenti o meno, tutti noi dimoriamo, vale a dire:

1. le informazioni sono plurilivelli e seguono dinamiche di reti eterogenee;
2. nessuno di noi è in grado di processare tutte le informazioni, semplici o aggregate, che transitano lungo i nodi presso i quali, temporaneamente, sostiamo.

Pertanto, non sono le false informazioni il problema, ma accettare l'inevitabile fatto che tutti noi dobbiamo fare i conti con le Bullshits che inesorabile affannano i nostri sforzi cognitivi.


(url: http://2.bp.blogspot.com/_0rdXkyWVsRM/SXTxH50cyAI/AAAAAAAAAGs/uOWeuYvI0vk/S220/FRANCK+FERVILLE_MG_6019JPG_MG_6019+copie.jpg)

venerdì 23 marzo 2018

mercoledì 21 marzo 2018

Il senso e la scuola



"Il sensemaking viene messo alla prova in modo estremo quando le persone si trovano a vivere un evento talmente poco plausibile nel suo accadere che esitano a raccontarlo per paura di non essere credute"

(Karl E. Weick, Senso e significato nell'organizzazione. Alla ricerca delle ambiguità e delle contraddizioni nei processi organizzativi, Raffaello Cortina, Milano, 1997, p. 1)


(url: https://www.solutionsiq.com/wp-content/uploads/2016/09/WeickKarl-e1473286217684.jpg)


Trovo questo incipit davvero illuminante dal momento che sintetizza in maniera efficace, oltre che del tutto convincente, il paradosso che i docenti vivono nella scuola di oggi.

Infatti, al di fuori delle mura degli edifici scolastici poco o nulla si sa della vita organizzativa delle scuole. E la ragione di ciò è semplice, per quanto non sia anche paradossale: i docenti non raccontano i propri vissuti perché renderebbero conto di eventi talmente implausibili nel loro avere luogo da risultare non credibili. Ragion per cui, i docenti preferiscono tacere onde evitare di non essere creduti.

Eppure, a mio sommesso avviso, dovremmo uscire da questo equivoco e da queste paure, e render conto della vita scolastica per quella che è effettivamente, ovvero un contenitore impossibile di eventi tanto implausibili quanto reali! Solo così facendo, forse, o almeno mi auguro, renderemo un buon servizio alla collettività, rendendole nota l'effettiva condizione in cui versa la vita scolastica in quanto struttura organizzativa che eroga il servizio pubblico di educazione e formazione ...

Ne tengo conto in vista di un progetto editoriale futuribile!

lunedì 19 marzo 2018

Fossati, silenzio!

Esecuzione di Mannoia e Baglioni dopo l'eccezionale monologo di Favino.

Variazioni sul tema "dovè la nostra umanità?".

Per riflettere.



venerdì 16 marzo 2018

Hume su abitudine e nesso causale

Altra breve clip sulla tesi humiana relativa al collegamento tra abitudine ed aspettativa psicologica sulla predittività causale dei fenomeni.

Buona visione!


mercoledì 14 marzo 2018

Favino ...

Un fantastico Favino emoziona e fa riflettere sull'abisso della condizione umana che dimoriamo oggi.

Da vedere, ascoltare e meditare.



lunedì 12 marzo 2018

Aristotele, si dice in molti modi

Altra lunga lezione, ma davvero necessaria!

Stavolta è il turno di Aristotele!


David Hume

Clip riassuntiva e sintetica sul nesso humiano di causa ed effetto.
E' breve, ma può servire.
Buono studio!




lunedì 5 marzo 2018

Elezioni



Finalmente, si è votato.

Finalmente, il popolo ha gustato il bene di consumo altrimenti chiamato 'votare'.

Finalmente, è iniziata la nuova legislatura.

Due considerazioni.

1. Chi doveva perdere, ha perso. E sin qui nessuna sorpresa.
2. Chi doveva vincere, non ha vinto. E qui la rilevante notizia.

Dopo un'interminabile campagna elettorale durata svariati anni, il turbine movimentoso avrebbe dovuto avere la maggioranza assoluta e dare luogo ad un governo monocolore. Così non è stato.

Adesso, alla faccia dei puristi e dei politologi da bar o da blogghe (pare sia oramai la stessa cosa), la parola torna a chi di competenza, ovvero al neo Parlamento, luogo di composizione ed equilibrio degli opposti interessi e sede di mediazione politica.

Si riuscirà a trovare un compromesso e a formare un nuovo Governo? Oppure, nella peggiore delle ipotesi, tra non molto saremo costretti a votare di nuovo?

Curioso notare la sostanziale normalizzazione di quanti, sino a ieri l'altro. cavalcavano slogan e formule e rituali poco consoni ed ora paiono quasi statisti moderati d'altro tempo!

Ma magari è solo l'effetto da hangover, di postumi da sbornia post elettorale, o poca lucidità dovuta alla gravità della situazione presente. Non so, fate voi.

In ogni caso, non possiamo che stare a guardare.

Prevarranno gli interessi comuni o solo quelli di bottega? Il bene comune o gli interessi di parte?



(url: https://encrypted-tbn0.gstatic.com/images?q=tbn:ANd9GcRFaBd0GVR1J4KQngMvDJvjTZhKsGV5SoJe5cjW6rRk5AUT_W1e8Q)