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mercoledì 31 agosto 2016

Autocitazione #1

Chi sono io? Chissà!

Di seguito due immagini di suggerimento ...


Per maggiori informazione, https://unipa.academia.edu/AlessandroPizzo 


domenica 28 agosto 2016

Competenze digitali #2

Mettere in evidenza i tuoi annunci ... ovvero SEM!

E tu a che punto sei?








Trascrizione:




"Ciao! Hai mai notato, dopo aver eseguito una ricerca online, che gli annunci visualizzati nelle pagine dei risultati sono simili tra loro? In questo video impareremo a dare risalto alla tua attività attraverso la composizione di annunci accattivanti, titoli persuasivi e chiari inviti all'azione.

Cominciamo cercando fotografo di matrimoni freelance e diamo un'occhiata agli annunci visualizzati. 

La prima cosa che notiamo è che sul web ci sono tantissimi fotografi di matrimoni e che gli annunci sembrano un po' tutti uguali. Questo perché non sono particolarmente pertinenti alla nostra ricerca e non sembrano offrire nulla di speciale. 

Vengono visualizzati anche molti risultati organici, a centro pagina, che cercano di attirare la nostra attenzione.

È facile capire come il tuo annuncio possa confondersi in mezzo agli altri in questa situazione: per questo è importante creare qualcosa di unico, che risalti rispetto alla concorrenza.

Come possiamo far sì che il tuo annuncio salti subito all'occhio?
Bastano pochi piccoli accorgimenti per trasformare un annuncio "piatto" in qualcosa che catturi subito l'attenzione. 

Cominciamo dalla pertinenza. Pertinenza è il termine chiave quando si parla di marketing per i motori di ricerca, o SEM. Cerca di scrivere il titolo del tuo annuncio in modo che corrisponda il più esattamente possibile alle parole utilizzate dall'utente per la ricerca. 
Ricordi il nostro esempio sulla ricerca di fotografo di matrimoni freelance?

Se vuoi assicurarti di comparire nei risultati di questa ricerca, usa questa parola chiave come titolo del tuo annuncio: 

Fotografo di matrimoni freelance.

Se qualcuno eseguirà una ricerca con questa parola chiave, il tuo annuncio corrisponderà esattamente ai termini della ricerca.

Ecco fatto.
Ma quali altri modi esistono per dare risalto al tuo annuncio rispetto agli altri? Perché non pensare a un'offerta o una promozione tempestiva ed esclusiva? 

Offrire sconti o proporre vantaggi speciali è un modo facilissimo per attirare l'attenzione. Prendiamo la prima versione della tua descrizione, che diceva Foto per tutti i matrimonie aggiorniamola con un'offerta speciale,
per esempio: Sconto del 25% sul tuo album fotografico. 

Già ha un'aria molto più allettante e offre al cliente un motivo valido per visitare il tuo sito. Allo stesso modo, potresti provare qualcosa del tipo: Spedizione gratuita per gli acquisti superiori a 25 €.
E per finire, serve un efficace invito all'azione. In altre parole, devi dire ai visitatori cosa vuoi che facciano quando arrivano sul tuo sito. Potresti dire "Guarda la nostra collezione!" o "Acquista!" o ancora "Prenota!" Le ricerche mostrano che si ottengono risultati quando si chiede alle persone di fare qualcosa di specifico.

È una buona idea includere l'invito all'azione nella seconda riga del tuo annuncio, in modo che l'utente sappia cosa fare dopo averci fatto clic sopra.
Per esempio, l'invito all'azione del tuo annuncio potrebbe essere Prenota subito online. Va benissimo, ma non è proprio il massimo. Proviamo con qualcosa di più persuasivo, come: 

Guarda la nostra galleria di foto di matrimoni!

Già molto meglio, perché dice al cliente cosa fare una volta arrivato sul tuo sito. Inoltre rafforza il fatto che la tua attività è altamente pertinente rispetto alle esigenze del cliente, perché gli puoi mostrare un'ampia selezione di foto di matrimoni.
Bene, ora torniamo al nostro annuncio originale, per confrontare il prima e il dopo. Ora è molto meglio, non trovi? Il nuovo titolo è molto più pertinente alla ricerca. Proponi un'entusiasmante offerta speciale e un invito all'azione specifico. La nuova versione dell'annuncio avrà molte più probabilità di attirare clienti sul tuo sito.
Cosa abbiamo imparato quindi? Sfruttando pochi semplici accorgimenti, i tuoi annunci risalteranno sugli altri. Per prima cosa, personalizza il titolo dell'annuncio in base alla ricerca. Quindi includi un'offerta speciale. E infine, aggiungi un invito all'azione persuasivo. 

Queste tecniche ti aiuteranno a migliorare i tuoi annunci sotto tutti i punti di vista. Non dimenticare che scrivere annunci efficaci è un processo continuo, proprio come ricercare parole chiave o monitorare le tariffe delle aste. Concentrati su questi suggerimenti sul lungo periodo e il successo arriverà"

venerdì 26 agosto 2016

Incipit #1

Gilgamesh ...


"Di colui che vide ogni cosa, voglio narrare al mondo;
di colui che apprese e che fu esperto in tutte le cose.
Di Gilgamesh, che raggiunse la più profonda conoscenza,
che apprese e fu esperto in tutte le cose. 
Egli esplorò ogni paese
ed imparò la somma saggezza.
Egli vide ciò che era segreto, scoprì ciò che era celato,
e riportò indietro storie di prima del diluvio.

Egli percorse vie lontane, finché stremato, trovò la pace 
e fece incidere tutte le sue fatiche su una tavoletta di pietra.
Egli fece costruire le mura di Uruk-l'ovile,
e del santo Eanna, dove si custodivano sacri tesori.

Guarda le sue mura dai fregi intrecciati come lana,
Osserva i suoi parapetti che nessuno può eguagliare! 
Percorri la soglia a gradini di età remota,
avvicinati all'Eanna, dove dimora la dea Ishtar,
che nessun futuro re potrà mai riprodurre!

Sali sopra le mura di Uruk e percorrile.
Saggiane le fondazioni, esamina la base di mattoni. 
Non furono i suoi mattoni davvero cotti in un forno?
Non furono i Sette Saggi a gettare le sue fondamenta?

Un shar è l'area della città, un shar i suoi orti, un shar la sua cisterna d'argilla, mezzo shar il tempio di Ishtar.
Per tre shar e mezzo si estende il territorio di Uruk!

Guarda nello scrigno di cedro delle tavolette, 
aprine la serratura in bronzo,
Solleva il coperchio (che cela) il segreto.
Prendi la tavoletta di lapislazzuli e leggi
i travagli di Gilgamesh, colui che patì ogni ostacolo.

Egli è superiore agli altri re, imponente di statura,
prode figlio di Uruk, toro selvaggio che si scatena,
Precedendo tutti egli è pioniere;
seguendo tutti, i suoi compagni sono sempre al sicuro.

E' l'argine potente che protegge i suoi guerrieri,
un'onda che travolge, che distrugge mura di pietra! 
Toro selvaggio generato da Lugalbanda, Gilgamesh, di forza perfetta,
figlio dell'augusta giovenca Rimat-Ninsun.

Gilgamesh, alto, magnifico e terribile,
che aprì passi nelle montagne,
che scavò pozzi sui fianchi delle montagne, 
e attraversò l'Oceano, il mare che si estende fino a dove sorge il sole;

colui che esplorò il mondo alla perenne ricerca della vita (eterna)
e arrivò con la sua forza a Utnapishtim;
colui che restaurò i centri di culto distrutti dal Diluvio,
e ripristinò i riti delle divinità astrali. 
Chi potrà eguagliare il suo portamento regale
e dire come Gilgamesh: « Io sono il re»?
Gilgamesh era destinato alla fama dalla nascita.
Per due terzi è dio, per un terzo uomo.

Fu la Signora degli Dei (dea-madre) e disegnarne la forma, 
il corpo, l'acconciatura dei capelli, la barba, l'aspetto glorioso e..."



(url: http://3.bp.blogspot.com/-Ap-uabLnjNE/UDqocQ41xMI/AAAAAAAACn8/McUAogzHC1M/s1600/gilgamesh.jpg)


domenica 21 agosto 2016

Porta stretta ...



"In quel tempo, Gesù passava insegnando per città e villaggi, mentre era in cammino verso Gerusalemme. Un tale gli chiese: «Signore, sono pochi quelli che si salvano?». Disse loro: «Sforzatevi di entrare per la porta stretta, perché molti, io vi dico, cercheranno di entrare, ma non ci riusciranno. Quando il padrone di casa si alzerà e chiuderà la porta, voi, rimasti fuori, comincerete a bussare alla porta, dicendo: “Signore, aprici!”. Ma egli vi risponderà: “Non so di dove siete”. Allora comincerete a dire: “Abbiamo mangiato e bevuto in tua presenza e tu hai insegnato nelle nostre piazze”. Ma egli vi dichiarerà: “Voi, non so di dove siete. Allontanatevi da me, voi tutti operatori di ingiustizia!”. Là ci sarà pianto e stridore di denti, quando vedrete Abramo, Isacco e Giacobbe e tutti i profeti nel regno di Dio, voi invece cacciati fuori. Verranno da oriente e da occidente, da settentrione e da mezzogiorno e siederanno a mensa nel regno di Dio. Ed ecco, vi sono ultimi che saranno primi, e vi sono primi che saranno ultimi»"

Chi interpella questo testo? Cosa ci dice? Cosa ci insegna?

Umiltà?

Poco ...

Impegno?

Poco ....


Responsabilità?


Sicuramente, ma non solo ...

Vanità del mondo?


Anche, ma non solo ...

Come sempre, Gesù ci indica una meta che richiede impegno, oltre a rivelare la difficoltà del transito. Passare per la porta stretta significa cercare di passare attraverso una via non facile, scomoda, impegnativa, e che rovescia i meriti terreni. In altre parole, quel che significa e che costa la "conversione".




(url: http://www.nondisolopane.it/wp-content/uploads/2015/06/la-porta-stretta.jpg)



Solo così si comprende l'allusione finale: "vi sono ultimi che saranno primi, e vi sono primi che saranno ultimi" ...

sabato 20 agosto 2016

New Deal ...

"A great deal of the moral philosophy of the last hundred years has been devoted to trying to understand “the relation between ‘is’ and ‘ought’. On the one side, when we are engaged in genuine moral reasoning and debite, we seen to take it for granted that various factual claims support judgments about we ought or ought not to do. We even seem to regard some such judgments as true (and othres as false). On the other side, when we reflect on such judgments, it seems difficult indeed to see how either of these things could be straightforwardly the case, in view of the very great difference between factual and evaluative (or normative) judgments"

(G. F. schueler, Why “oughts” are not Facts (or What the Tortoise and Achilles Taught Mrs. Ganderhoot and Me about Practical Reason), “Mind”, 416, 1995, p. 713)


(url: http://www.riflessioni.it/scienze/achille-tartaruga.jpg)



mercoledì 17 agosto 2016

Sentieri d'erramento



(url: http://www.inattivo.info/media/images/lunapastore.jpg)


Canto notturno di un pastore errante dell'Asia






"Che fai tu, luna, in ciel? dimmi, che fai,
Silenziosa luna?
Sorgi la sera, e vai,
Contemplando i deserti; indi ti posi.
Ancor non sei tu paga
Di riandare i sempiterni calli?
Ancor non prendi a schivo, ancor sei vaga
Di mirar queste valli?
Somiglia alla tua vita
La vita del pastore.
Sorge in sul primo albore
Move la greggia oltre pel campo, e vede
Greggi, fontane ed erbe;
Poi stanco si riposa in su la sera:
Altro mai non ispera.
Dimmi, o luna: a che vale
Al pastor la sua vita,
La vostra vita a voi? dimmi: ove tende
Questo vagar mio breve,
Il tuo corso immortale?

Vecchierel bianco, infermo,
Mezzo vestito e scalzo,
Con gravissimo fascio in su le spalle,
Per montagna e per valle,
Per sassi acuti, ed alta rena, e fratte,
Al vento, alla tempesta, e quando avvampa
L'ora, e quando poi gela,
Corre via, corre, anela,
Varca torrenti e stagni,
Cade, risorge, e più e più s'affretta,
Senza posa o ristoro,
Lacero, sanguinoso; infin ch'arriva
Colà dove la via
E dove il tanto affaticar fu volto:
Abisso orrido, immenso,
Ov'ei precipitando, il tutto obblia.
Vergine luna, tale
E' la vita mortale.

Nasce l'uomo a fatica,
Ed è rischio di morte il nascimento.
Prova pena e tormento
Per prima cosa; e in sul principio stesso
La madre e il genitore
Il prende a consolar dell'esser nato.
Poi che crescendo viene,
L'uno e l'altro il sostiene, e via pur sempre
Con atti e con parole
Studiasi fargli core,
E consolarlo dell'umano stato:
Altro ufficio più grato
Non si fa da parenti alla lor prole.
Ma perchè dare al sole,
Perchè reggere in vita
Chi poi di quella consolar convenga?
Se la vita è sventura,
Perchè da noi si dura?
Intatta luna, tale
E' lo stato mortale.
Ma tu mortal non sei,
E forse del mio dir poco ti cale.

Pur tu, solinga, eterna peregrina,
Che sì pensosa sei, tu forse intendi,
Questo viver terreno,
Il patir nostro, il sospirar, che sia;
Che sia questo morir, questo supremo
Scolorar del sembiante,
E perir dalla terra, e venir meno
Ad ogni usata, amante compagnia.
E tu certo comprendi
Il perchè delle cose, e vedi il frutto
Del mattin, della sera,
Del tacito, infinito andar del tempo.
Tu sai, tu certo, a qual suo dolce amore
Rida la primavera,
A chi giovi l'ardore, e che procacci
Il verno co' suoi ghiacci.
Mille cose sai tu, mille discopri,
Che son celate al semplice pastore.
Spesso quand'io ti miro
Star così muta in sul deserto piano,
Che, in suo giro lontano, al ciel confina;
Ovver con la mia greggia
Seguirmi viaggiando a mano a mano;
E quando miro in cielo arder le stelle;
Dico fra me pensando:
A che tante facelle?
Che fa l'aria infinita, e quel profondo
Infinito Seren? che vuol dir questa
Solitudine immensa? ed io che sono?
Così meco ragiono: e della stanza
Smisurata e superba,
E dell'innumerabile famiglia;
Poi di tanto adoprar, di tanti moti
D'ogni celeste, ogni terrena cosa,
Girando senza posa,
Per tornar sempre là donde son mosse;
Uso alcuno, alcun frutto
Indovinar non so. Ma tu per certo,
Giovinetta immortal, conosci il tutto.
Questo io conosco e sento,
Che degli eterni giri,
Che dell'esser mio frale,
Qualche bene o contento
Avrà fors'altri; a me la vita è male.

O greggia mia che posi, oh te beata,
Che la miseria tua, credo, non sai!
Quanta invidia ti porto!
Non sol perchè d'affanno
Quasi libera vai;
Ch'ogni stento, ogni danno,
Ogni estremo timor subito scordi;
Ma più perchè giammai tedio non provi.
Quando tu siedi all'ombra, sovra l'erbe,
Tu se' queta e contenta;
E gran parte dell'anno
Senza noia consumi in quello stato.
Ed io pur seggo sovra l'erbe, all'ombra,
E un fastidio m'ingombra
La mente, ed uno spron quasi mi punge
Sì che, sedendo, più che mai son lunge
Da trovar pace o loco.
E pur nulla non bramo,
E non ho fino a qui cagion di pianto.
Quel che tu goda o quanto,
Non so già dir; ma fortunata sei.
Ed io godo ancor poco,
O greggia mia, nè di ciò sol mi lagno.
Se tu parlar sapessi, io chiederei:
Dimmi: perchè giacendo
A bell'agio, ozioso,
S'appaga ogni animale;
Me, s'io giaccio in riposo, il tedio assale?

Forse s'avess'io l'ale
Da volar su le nubi,
E noverar le stelle ad una ad una,
O come il tuono errar di giogo in giogo,
Più felice sarei, dolce mia greggia,
Più felice sarei, candida luna.
O forse erra dal vero,
Mirando all'altrui sorte, il mio pensiero:
Forse in qual forma, in quale
Stato che sia, dentro covile o cuna,
E' funesto a chi nasce il dì natale"



lunedì 15 agosto 2016

Nussbaum # 4



"Una società che voglia favorire un trattamento equo di tutti i suoi membri ha buoni motivi per stimolare un esercizio dell'immaginazione simpatetica che superi le barriere sociali o che per lo meno si impegni a farlo"




M. C. Nussbaum, Coltivare l’umanità. I classici, il multiculturalismo, l’educazione contemporanea, Carocci, Roma, 2006, p. 107.

Come mai allora le società moderne si orientamente verso curricoli ove sia massima l'enfasi dei saperi scientifici? Come mai ci siamo diretti verso i saperi tecnici? Vale dire tutte quelle declinazioni materiali e poco umane dello stesso unico sapere? Per quale motivo abbiamo parcellizzato la conoscenza umana e ne abbiamo svalutato le declinazioni umanistiche?

Letta in controluce, la posizione della Nostra ci suggerisce alcune scomode, inattuali, sinistre, inquietanti interpretazioni, o, se si preferisce, delle possibili direzioni di senso per rispondere alla questione che ci interpella nel caso presente ...

martedì 9 agosto 2016

10 agosto

"San Lorenzo, io lo so perché tanto
di stelle per l'aria tranquilla
arde e cade, perché si gran pianto
nel concavo cielo sfavilla.

Ritornava una rondine al tetto:
l'uccisero: cadde tra spini:
ella aveva nel becco un insetto:
la cena de' suoi rondinini.

Ora è là, come in croce, che tende
quel verme a quel cielo lontano;
e il suo nido è nell'ombra, che attende,
che pigola sempre più piano.

Anche un uomo tornava al suo nido:
l'uccisero: disse: Perdono;
e restò negli aperti occhi un grido:
portava due bambole in dono...

Ora là, nella casa romita,
lo aspettano, aspettano in vano:
egli immobile, attonito, addita
le bambole al cielo lontano.

E tu, Cielo, dall'alto dei mondi
sereni, infinito, immortale,
oh!, d'un pianto di stelle lo innondi
quest'atomo opaco del Male!"

giovedì 4 agosto 2016

Inferenze ...

"La regola che un imperativo non può figurare nella conclusione di un’inferenza valida, a meno che non vi sia almeno un imperativo nelle premesse, può trovare conferma in considerazioni logiche generali […] nulla può figurare nella conclusione di un’inferenza deduttiva valida che non sia implicito nella congiunzione delle premesse i forza del loro significato. Di conseguenza, se nella conclusione c’è un imperativo, non solo nelle premesse deve figurare un qualche imperativo, ma deve esservi implicito proprio quell’imperativo"

(R. M. Hare, Il linguaggio della morale, Ubaldini, Roma, 1968, p. 40)

Parole chiare.

Parole fraintese.

Parole oscure.

Parole misteriose.

Parole oscene.


(url: https://encrypted-tbn1.gstatic.com/images?q=tbn:ANd9GcR-zZ1-5DOcIpggM0H0Fbf4N6PfVMISp1d_N2j3osTEP7cUk_u8)

lunedì 1 agosto 2016

Nussbaum # 3



“La verifica logica degli argomenti è alla base della cultura politica democratica. La causa per cui in politica ci si fa torto reciprocamente è spesso l’uso di argomentazioni scorrette […] La verifica logica permette di chiarire questi ragionamenti confusi e di smascherare i pregiudizi che si travestono da ragioni. Non servirsi della verifica logica significherebbe rinunciare a uno dei più potenti strumenti che abbiamo per contrastare gli abusi del potere politico. Anche se la logica non ci aiuterà ad amarci di più, potrà comunque impedirci di fingere di essere in possesso di argomentazioni che giustifichino il nostro rifiuto di amare”




M. C. Nussbaum, Coltivare l’umanità. I classici, il multiculturalismo, l’educazione contemporanea, Carocci, Roma, 2006, p. 53




Ritengo che aggiungere altro sarebbe irritante oltre che del tutto superfluo.




Quanto c'era da dire, l'ha già detto la Nostra. 




A noi soltanto una questione, la seguente: se così è, come mai il nostro mondo politico reale è tutto fuorché prossimo al mondo politico ideale?