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venerdì 14 dicembre 2018

Homer, filosofo #2


“A differenza di altre forme letterarie, le opere narrative sono strutturate in modo da incoraggiare i lettori o il pubblico a proiettarsi con l’immaginazione in ciò che viene raccontato. Veniamo trasportati nei mondi che vengono creati e incoraggiati non solo a prendere parte alle azioni descritte, ma anche a identificarci con i personaggi. Questo coinvolgimento produce effetti euristici unici […] Stimolando l’identificazione attraverso l’immaginazione, la narrativa ci offre “il senso di ciò che si prova a sentire, vedere e vivere in un determinato mondo”. Grazie a questa identificazione è possibile raggiungere una comprensione maggiore”

(J. Mcmahon, La funzione della narrativa: il valore euristico di Homer, in W. Irwin – M. T. Conard – A. J. Skoble, I Simpson e la filosofia, Isbn Edizioni, Milano, 2005, p. 249)




(url: https://pictures.abebooks.com/PRIMEEDIZIONI/20690074030_2.jpg)

lunedì 10 dicembre 2018

Homer, filosofo #1



“Mentre i filosofi hanno spesso riconosciuto nella narrativa letteraria uno strumento inadeguato per comunicare la verità, hanno considerato il loro mezzo di espressione ideale per descrivere la vera natura delle cose. Nussbaum ci fornisce motivi per mettere in discussione quest’affermazione sostenendo che la prosa filosofica tradizionale è limitata perché tende verso l’astrazione e privilegia la ragione a spese dell’emozione”

(J. Mcmahon, La funzione della narrativa: il valore euristico di Homer, in W. Irwin – M. T. Conard – A. J. Skoble, I Simpson e la filosofia, Isbn Edizioni, Milano, 2005, p. 244)





(url: https://pictures.abebooks.com/PRIMEEDIZIONI/20690074030_2.jpg)




sabato 25 marzo 2017

Contrattualismo moderno #5

"Qui vediamo il vero volto dell’idea contrattualista: per quanto si possa moralizzare il punto di partenza, ci scontriamo comunque con il fatto che il motivo fondamentale per deviare dallo stato di natura è trarre benefici dalla cooperazione reciproca e i benefici sono definiti da tutti i teorici con termini economici piuttosto noti. Una tale visione della cooperazione è intimamente connessa all’idea che si debba restringere il gruppo iniziale dei contraenti a coloro che posseggono «normali» capacità produttive"

(Le nuove frontiere della giustizia, p. 138)


(url: http://images.indianexpress.com/2015/07/untitled-11.jpg?w=400)

sabato 11 marzo 2017

Segnalazione!

Nella mia pagina 'didattica', raggiungibile da qui, è possibile accedere ad una nuova risorsa, sviluppata tramite Thinglink, che evidenzia i tratti principali del contrattualismo moderno, nonché la celebre critica mossa da Nussbaum.



Sperando di fare cosa gradita, vi auguro, come sempre, buono studio!

domenica 5 febbraio 2017

lunedì 15 agosto 2016

Nussbaum # 4



"Una società che voglia favorire un trattamento equo di tutti i suoi membri ha buoni motivi per stimolare un esercizio dell'immaginazione simpatetica che superi le barriere sociali o che per lo meno si impegni a farlo"




M. C. Nussbaum, Coltivare l’umanità. I classici, il multiculturalismo, l’educazione contemporanea, Carocci, Roma, 2006, p. 107.

Come mai allora le società moderne si orientamente verso curricoli ove sia massima l'enfasi dei saperi scientifici? Come mai ci siamo diretti verso i saperi tecnici? Vale dire tutte quelle declinazioni materiali e poco umane dello stesso unico sapere? Per quale motivo abbiamo parcellizzato la conoscenza umana e ne abbiamo svalutato le declinazioni umanistiche?

Letta in controluce, la posizione della Nostra ci suggerisce alcune scomode, inattuali, sinistre, inquietanti interpretazioni, o, se si preferisce, delle possibili direzioni di senso per rispondere alla questione che ci interpella nel caso presente ...

lunedì 1 agosto 2016

Nussbaum # 3



“La verifica logica degli argomenti è alla base della cultura politica democratica. La causa per cui in politica ci si fa torto reciprocamente è spesso l’uso di argomentazioni scorrette […] La verifica logica permette di chiarire questi ragionamenti confusi e di smascherare i pregiudizi che si travestono da ragioni. Non servirsi della verifica logica significherebbe rinunciare a uno dei più potenti strumenti che abbiamo per contrastare gli abusi del potere politico. Anche se la logica non ci aiuterà ad amarci di più, potrà comunque impedirci di fingere di essere in possesso di argomentazioni che giustifichino il nostro rifiuto di amare”




M. C. Nussbaum, Coltivare l’umanità. I classici, il multiculturalismo, l’educazione contemporanea, Carocci, Roma, 2006, p. 53




Ritengo che aggiungere altro sarebbe irritante oltre che del tutto superfluo.




Quanto c'era da dire, l'ha già detto la Nostra. 




A noi soltanto una questione, la seguente: se così è, come mai il nostro mondo politico reale è tutto fuorché prossimo al mondo politico ideale?



martedì 19 luglio 2016

Alcune pubblicazioni

A mero esercizio di narcisismo, listo di seguito dei link ad alcune mie ultime pubblicazioni!

Non so se possano interessare, ma intanto ne documento e pubblicizzo l'esistenza ...


Rendicontazione scolastica (http://www.academia.edu/14078996/La_rendicontazione_scolastica._Dalla_valutazione_degli_apprendimenti_alla_valutazione_di_sistema) 

Note sulla contraddizione (http://www.academia.edu/17567772/Note_sulla_contraddizione)

Lo strano caso del Buon Samaritano (http://www.academia.edu/25745117/Lo_strano_caso_del_Buon_Samaritano)

In cerca della libertà (http://www.academia.edu/26508323/In_cerca_della_libert%C3%A0.pdf)

Riflessioni sul paradosso (https://www.academia.edu/26927265/Riflessioni_sul_paradosso)

La "colpa" nella discussione post Shoah (https://www.academia.edu/26927200/La_colpa_nella_discussione_post_Shoah)

Buona lettura!

lunedì 4 luglio 2016

Nussbaum # 2



“viviamo in un mondo in cui regna il disordine, la confusione, e l’incertezza, e nel quale non si può trovare alcun sostituto ad un’attiva ricerca personale”

M. C. Nussbaum, Coltivare l’umanità. I classici, il multiculturalismo, l’educazione contemporanea, Carocci, Roma, 2006, p. 52

Come Socrate, i tempi moderni ci impongono di comprendere la realtà che ci circonda a partire da un personale e profondo processo di ricerca personale, nel senso che il mondo non ci dà né certezze né risposte né tantomeno soluzioni precostituite e queste possiamo solo trovarle dopo una personale e faticosa ricerca personale.



La domanda vera, però, è un’altra, la seguente: in quanti saremo pronti a sostenere il peso? L’immane fatica? L’improba responsabilità?



mercoledì 29 giugno 2016

Nussbaum #1



“L’arte di narrare ha il potere di fornirci la possibilità di accostarci alla vita di chi è diverso da noi con un interesse più profondo di quello di un semplice turista, con comprensione e partecipazione, e arrivando a percepire il grave errore che la nostra società commette rifiutando di considerare le persone nella loro realtà, senza deformazioni”

M. C. Nussbaum, Coltivare l’umanità. I classici, il multiculturalismo, l’educazione contemporanea, Carocci, Roma, 2006, pp. 102 – 103



Nussbaum e l’empatia, ovvero la capacità di immaginarci il prossimo nella sua costitutiva alterità. Solo se siamo capaci di ciò, saremo anche capaci di essere dei soggetti morali.





Era vero per l’età classica, è ancor più vero oggi, durante il multiculturalismo, quando cioè si richiedono empatia, riconoscimento e valorizzazione delle differenze.



lunedì 27 giugno 2016

Seguendo Nussbaum ...

Finalmente pubblicato su "Filosofia e nuovi sentieri" la mia ultima fatica.

Seguendo ancora una volta Nussbaum, esamino gli incerti e confusi confini della libertà umana, dei diritti politici fondamentali e condizione disabile.

Questo perché, se non prendiamo seriamente i diritti, questi ultimi rimangono segni sulla carta ...


sabato 18 aprile 2015

martedì 14 ottobre 2014

Autopromozione



(A. Pizzo, Martha Nussbaum e il soggetto libero, eguale ed indipendente, in I. Pozzoni (cur.), Schegge di filosofia moderna XII, DeComporre edizioni, Gaeta, 2014, pp. 139 - 153)

lunedì 4 agosto 2014

Paura della propria imperfezione!



"le ragioni per cui le persone formano questi gruppi prendendo di mira altri costituiscono una sorta di paura profondamente irrazionale nei confronti della propria imperfezione che fa parte di una più generale ripulsa verso gli aspetti inquietanti della vita umana e s'inscrive nella ricerca di un impossibile grado di durezza, sicurezza e autosufficienza"

(M. C. Nussbaum, Nascondere l’umanità. Il disgusto, la vergogna, la legge, Carocci, Roma, 20132 , p. 276)

Parole sante!

Da diffondere e da ripetere a sè stessi quando, di fronte a fatti inanerrabili di cronaca nera, o anche solo di qualche malafatta politica, si grida alla "punizione esemplare" oppure si creano gruppi per l'introduzione della pena capitale o di qualche forma poco più nobile di pena ...


Rammentiamo che, in tutti questi casi, quel che cerchiamo di fare è esorcizzare la paura che istintivamente proviamo nei confronti della nostra stessa imperfezione.



(url immagine: http://www.cattolicesimo-reale.it/wp-content/uploads/2010/09/forca.png)

venerdì 20 giugno 2014

Fragilità ....



"In linea di principio, gli esseri umani sono tutti disabili sotto un certo aspetto: sono mortali, hanno la vista debole, debolezza di carattere, soffrono terribili mal di schiena e dolori cervicali, hanno la memoria corta e via dicendo"


(M. C. Nussbaum, Nascondere l’umanità. Il disgusto, la vergogna, la legge, Carocci, Roma, 20132, p. 355)



Non basta forse questo a comprendere che la disabilità non è il frutto amaro capitato in sorte a qualcuno, in genere "gli altri", ma la cifra stessa della nostra umana vulnerabilità? La somma da pagare per la nostra fragilità? Un modo, magari estremo, ma certo radicale ed integrale, per esprimere la nostra finitezza?



Siamo polvere e sangue ...



Siamo fragilità su debolezze ...



E riconoscere la stessa vulnerabilità negli altri dovrebbe indurci ad essere più umani, non negatori della stessa umanità che, volenti o nolenti, condividiamo anche con chi porta sulle proprie spalle il peso di ulteriori limitazioni naturali.



(url immagine: http://www.vatican.va/news_services/or/or_quo/293q05a1.jpg)






giovedì 12 giugno 2014

Vita inclusiva

"noi tutti soffriamo di menomazioni [...] la vita umana non comprende soltanto i bisogni “normali”, ma anche periodi di dipendenza, più o meno prolungati, dal carattere inconsueto e fortemente squilibrato, durante i quali la situazione dei soggetti “normali” si avvicina, per uno o più aspetti, a quella di una persona affetta da una disabilità. Questo significa che se noi vogliamo garantire le condizioni sociali della dignità anche ai cittadini”normali”, dobbiamo al tempo stesso pensare alla dignità dei disabili che portano un handicap per tutta la vita e cercare di trovare vie per riconoscere e sostenere la loro piena umanità e individualità di persone. Riflettere su di loro è riflettere su di noi"

(M. C. Nussbaum, Nascondere l’umanità. Il disgusto, la vergogna, la legge, Carocci, Roma, 2013, p. 362)

Vero: la disabilità dimora da sempre nella condizione umana.


(url immagine: http://health.nt.gov.au/library/scripts/objectifyMedia.aspx?file=images/76/73.jpg&siteID=1&str_title=Disability_Services_Awards_banner.jpg)




martedì 20 maggio 2014

Idea soggiacente all'approccio delle capacità ...




"l’idea intuitiva che sta dietro alla mia versione dell’approccio delle capacità è duplice: anzitutto, che alcune funzioni umane sono particolarmente essenziali per la vita umana, nel senso che la loro presenza o assenza è contrassegno caratteristico della presenza o assenza della vita umana. In secondo luogo […] che una vita la quale sia stata così impoverita da non essere degna di un essere umano, sia una vita che si continua a vivere più o meno come farebbe un animale, dal momento che non si è capaci di sviluppare e di esercitare le proprie facoltà umane"



(M. C. Nussbaum, «Mi trovai bella come una mente libera»: libertà delle donne e giustiza, in M. C. Nussbaum, Giustizia sociale e dignità umana. Da individui a persone, Il Mulino, Bologna, 2012, p. 73)

martedì 13 maggio 2014

Dieci capacità ...

Elenco delle dieci capacità nussbaumiane.

1)      Vita, ossia la «capacità di condurre una vita di durata normale»[1];
2)      Salute fisica, vale a dire «la capacità di essere in buona salute e ben nutriti»[2];
3)      Integrità fisica, ossia «la capacità di disporre del proprio corpo»[3];
4)      Sensi, immaginazione e pensiero, vale a dire «la capacità di far uso dei sensi, dell’immaginazione e del pensiero, usufruendo di una istruzione adeguata»[4];
5)      Emozioni, vale a dire «la capacità di provare emozioni, affetto, amore»[5];
6)      Ragion pratica, ossia «la capacità di compiere scelte etiche consapevoli»[6];
7)      Appartenenza, vale a dire «la capacità di vivere in comune con altri e di godere delle basi sociali del rispetto di sé»[7];
8)      Altre specie, ossia «la capacità di vivere in relazione con le altre specie»[8];
9)      Gioco, vale a dire «la capacità di ridere e giocare»[9];
Controllo del proprio ambiente politico e materiale, ossia «la capacità di partecipare alle scelte politiche, di avere proprietà e lavoro»[10].

Ulteriore variante dell'approccio alle capacità personali.


[1] Cfr. S. F. Magni, Etica delle capacità. La filosofia pratica di Sen e Nussbaum, Il Mulino, Bologna, 2006, p. 97.
[2] Ibidem.
[3] Supra.
[4] Ibidem.
[5] Supra.
[6] Ibidem.
[7] Supra.
[8] Ibidem.
[9] Supra.
[10] Ibidem.

martedì 6 maggio 2014

Ingiustizia



"l’idea intuitiva che sta dietro alla mia versione dell’approccio delle capacità è duplice: anzitutto, che alcune funzioni umane sono particolarmente essenziali per la vita umana, nel senso che la loro presenza o assenza è contrassegno caratteristico della presenza o assenza della vita umana. In secondo luogo […] che una vita la quale sia stata così impoverita da non essere degna di un essere umano, sia una vita che si continua a vivere più o meno come farebbe un animale, dal momento che non si è capaci di sviluppare e di esercitare le proprie facoltà umane"



(M. C. Nussbaum, «Mi trovai bella come una mente libera»: libertà delle donne e giustiza, in M. C. Nussbaum, Giustizia sociale e dignità umana. Da individui a persone, Il Mulino, Bologna, 2012, p. 73)


Ingiustizia di dice in molti modi, impoverire la vita umana sino al punto di farla regredire ad una una mera sussistenza animale è uno di questi.

venerdì 18 aprile 2014

La dittatura del P.I.L. ...



"Queste cifre sono senza dubbio notevoli, ma cosa significano per Vasanti? Non toccano la sua vita, non risolvono i suoi problemi [...] Per lei, sentire che il Pil pro capite è cresciuto è come apprendere che da qualche parte nel Gujarat c'è un dipinto meraviglioso, che tuttavia lei non potrà vedere, o una tavola imbandita con cibi prelibati, che tuttavia lei non potrà gustare. La crescita della ricchezza sarebbe qualcosa di buono se permettesse al governo di adottare politiche pubbliche che incidessero sulla vita di Vasanti. Ma questo non è mai successo, e non dobbiamo sorprendercene. In generale, i vantaggi di un incremento di ricchezza risultante da investimenti stranieri finiscono anzitutto nelle tasche di gruppi privilegiati, e questo non solo perché il Pil è una cifra che rappresenta una media, trascurando la distribuzione effettiva"

(M. C. Nussbaum, Creare capacità. Liberarsi dalla dittatura del Pil, Il Mulino, Bologna, 2012, pp. 21 - 22)

A chi va la ricchezza statistica?


(url immagine: http://www.borsainside.com/finanzainside/images/composizione-pil.gif)