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mercoledì 14 marzo 2018

Favino ...

Un fantastico Favino emoziona e fa riflettere sull'abisso della condizione umana che dimoriamo oggi.

Da vedere, ascoltare e meditare.



sabato 6 settembre 2014

La buona scuola ...


Prime reazioni dei docenti, meritevoli e non meritevoli, prime contro-reazioni del Governo. Peraltro, molto prevedibili ...

Madia: "non ci sono le risorse, pensiamo prima ai più bisognosi"

Io: "e dipendenti con lo stesso salario dal 2009 e senza alcuna prospettiva di carriera futura, non sono forse bisognosi?"

Madia: "basta, dateci idee in questa situazione di crisi"

Io: "eccone una: trasferire sei mesi di indennità e salario di ministri, parlamentari e valletti in sostegno delle retribuzioni dei dipendenti del P.I."

Renzi: "ascolto tutti ma niente ricatti"

Io: "ma nel documento La buona scuola non si propone il seguente patto: assumo tutti i precari in ruolo ma rinunciate tutti agli scatti?"

Renzi: "è ingiusto che in periodi di crisi, chi ha un lavoro scioperi, non è giusto nei confronti di chi è disoccupato"

Io: "ma non è proprio grazie al mio lavoro che sostengo la disoccupazione di chi non ha un lavoro? Non sono forse io a mantenere chi è disoccupato? E poi cos'è? Un gioco al ribasso? No, non mi piace questa (ipocrita) retorica: non lamentarti, tanto c'è sempre qualcuno che sta peggio di te!"

Madia: "le forze dell'ordine possono stare tranquille, per loro c'è un surplus di risorse ..."

Io: "ma siamo su scherzi a parte? O le risorse non ci sono, e per nessuno, oppure ci sono, e per tutti ... come funziona? Ci lamentiamo noi e ci dite di tacere perché ci sono troppi disoccupati, si lamentano le forze dell'ordine e le risorse si trovano immediatamente e magicamente?"

Renzi: "ma il blocco degli stipendi è già in DEF ..."

Io: " allora dovevi dircelo prima di proporre #labuonascuola che avevi già iscritto in bilancio i risparmi del futuro blocco (di quanti anni ancora? Tre? Cinque? Sette? Dieci? Venti?) degli stipendi. O forse lo hai ereditato? E in tutto questo tempo non sei riuscito a trovare le risorse necessarie? Dico, paghiamo accise per tutto, come mai non si introducono delle accise per pagare il rinnovo dei contratti del P.I.?"

Alfano: "richieste legittime ma toni eccessivi ..."

Io: "ma non è eccessivo un Governo che ti cala dall'alto "promesse" e "minacce", sapendo che i dipendenti sono deboli da un punto di vista di "peso" pubblico?"

In conclusione, caro Matteo, un Governo serio direbbe chiaramente e senza reticenze: "guardate, non abbiamo risorse per tutto, blocchiamo ancora i salari ai livelli attuali sino al 2020, ma scriviamo nero su bianco nel medesimo provvedimento che il Governo s'impegna ad accantonare per ciascun anno di blocco, (p.e. per gli operatori della scuola) dal 2009 sino al 2020 una cifra di .... per restituire a partire dal 2021 ai dipendenti quanto perso in termini di competitività e di potere d'acquisto in tutti questi anni, presupponendo un indice d'inflazione pari all'1,5% annuo ed impegnandoci per impedire che legislature successive possano abrogare tale impegno o stornare il fondo accantonato" ... non ci vorrebbe molto, non trovi? A patto, però, che t'interessi davvero della felicità occupazionale dei dipendenti pubblici ...

venerdì 5 settembre 2014

Quando la scuola è buona?

Lettera di un'insegnante che tratteggia in maniera verosimile la reale situazione della scuola pubblica italiana, al di là delle facili ed utili mistificazioni governative ...

"Reggio Calabria. Egregio Presidente Renzi. Le scrivo di getto dopo aver letto il contributo “La buona scuola” pubblicato in data odierna, contenente le idee che questo Governo vorrebbe attuare nei prossimi anni per dare un volto nuovo alla scuola. Nell’esporre le mie impressioni circa la “deriva” che da alcuni decenni vive la scuola pubblica, mi scuso anticipatamente per l’uso di espressioni forti e senza mezzi termini e per i toni ironici, non certamente irrispettosi della Sua persona che ringrazio fin da ora per la sua pazienza e disponibilità. Ricordo che da bambina andavo a scuola volentieri ed avevo un chiaro concetto, malgrado l’età, di ciò che essa rappresentava e della sua valenza umana, culturale, formativa, educativa. Ricordo che si aveva timore e grande rispetto per i docenti e che lo studio era considerato cosa molto seria e da cui scaturivano risultati vagliati attentamente e certificati da valutazioni severe e veramente rispettose del merito di ciascun alunno.Oggi mi ritrovo ancora a scuola, in qualità di insegnante, entrata di ruolo all’età di 41 anni, dopo 11 anni di precariato e dopo aver conseguito una laurea con lode, quattro abilitazioni per l’insegnamento in altrettante discipline e una specializzazione per le attività didattiche di sostegno col massimo dei voti (tralascio il resto dei titoli culturali, didattici e professionali conseguiti). Parlo con l’esperienza di chi, e siamo migliaia, ha fatto grandi sacrifici senza avere nulla in regalo, scalando passo dopo passo la montagna e facendo centinaia di chilometri al giorno tra scuole “difficili”, dell’entroterra e della periferia, deprivate, diseredate, dimenticate dai diversi governi e ministri che, alternandosi al potere, il bene della scuola, o meglio “la buona scuola”, non l’hanno fatta di certo!
Abbiamo assistito, docenti, genitori e discenti, increduli, costernati e impotenti al tentativo di smantellamento ed all’impoverimento graduale delle risorse umane, strutturali, finanziarie del sistema scolastico pubblico in nome di una “razionalizzazione” che ha prodotto solo danni che stiamo pagando sulla nostra pelle ogni giorno. Ci troviamo davanti ad una enorme mole di problemi ed emergenze che ben conosce chi lavora nella scuola e che Lei e il suo Governo, ha in parte individuato nei 12 punti; ma è una fotografia parziale che non rende giustizia, orientata prevalentemente al concetto di meritocrazia e produttività degli insegnanti a cui ancora si chiede e si chiede…. Tutti superefficienti, superimpegnati, superbravi, supertitolati, superformati ed orientati all’efficienza ed all’innalzamento della qualità dell’offerta formativa e della scuola. Ma noi ancora i miracoli non li sappiamo fare… perché a fronte del massimo impegno che si richiede non corrispondono condizioni, mezzi e strumenti adeguati, e che non vedo essere stati presi in considerazione nel documento succitato.
Mi permetto allora, forte della mia modesta esperienza di docente, di esporre solo alcune considerazioni che fanno capo ad alcuni problemi, a mio avviso, basilari:

1) In molte regioni d’Italia le scuole sono fatiscenti, organizzate secondo una logica didattica tradizionalista, con aule anguste e poco luminose; sono carenti di laboratori e strumentazioni, ma anche di risorse umane atte a garantirne l’efficienza, mancano spazi comuni di condivisione e socializzazione mancano palestre e spazi esterni, mense e servizi dignitosi e persino adeguata igiene. Non si tratta solo di ristrutturare gli edifici (molti fondi sono stati finalmente stanziati a tale scopo e Lei ne ha tutto il merito), ma di garantire il funzionamento che non può prescindere dall’impegno di maggiori e sicure risorse finanziarie. Molte volte nelle scuole mancano persino i soldi per comprare un cavetto per far funzionare una LIM o per comprare la carta igienica e il sapone per i bagni degli alunni o per comprare il registro di classe o i detersivi per lavare i locali che ospitano l’utenza scolastica. Noi docenti negli anni ci siamo autofinanziati per affrontare tanti piccoli inconvenienti adoperandoci nella raccolta di fondi su base volontaria per comprare persino il materiale di cancelleria per gli alunni appartenenti a famiglie povere ed anche la merenda! Abbiamo cercato di sistemare armadietti che cadevano a pezzi e banchi rotti, abbiamo imbiancato le pareti dell’aula e tirato via l’erbaccia che ostruiva l’ingresso nell’edificio, abbiamo comprato la carta ombreggiante per i vetri delle aule perché gli alunni erano esposti al sole l’intero orario delle lezioni. Ci siamo autotassati per poter allestire manifestazioni , recite e spettacoli a conclusione di percorsi formativi…. E nel frattempo abbiamo svolto con convinzione e impegno la nostra funzione di insegnanti- educatori. Volutamente le presento alcuni esempi banali per farle toccare un po’ con mano piccoli problemi di ogni giorno che però avviliscono gli alunni e i docenti ed evidenziano solo una parte della precarietà e delle difficoltà che ogni giorno combattiamo.

2) Nelle alule il numero degli alunni è così tanto aumentato in virtù dei nuovi criteri di formazione delle classi dettati dagli ultimi provvedimenti ministeriali, tanto da poterle definire a buon merito aule-pollaio; piccole per poter accogliere un numero elevato di alunni e carenti di sistemi di aerazione adeguati, vale a dire non rispondenti ai criteri di sicurezza della normativa vigente. Ed anche qui il super-super-docente cerca di fare il miracolo cercando di seguire con percorsi individualizzati tutti gli alunni, che magari sono 35, e con piani didattici personalizzati eventuali alunni con Bisogni Educativi Speciali ed attuando Il piano didattico-educativo per gli alunni con disabilità, barcamenandosi tra programmazioni, lezioni, registri elettronici, carte e cartacce ed attività di recupero, potenziamento, ampliamento dell’offerta formativa, relazioni e realizzazioni di momenti culturali ed aggregativi, svolgendo cioè semplicemente al meglio la propria funzione didattico-educativa, però nella peggiore delle condizioni possibili ed a scapito degli alunni che se fossero in numero adeguato (15-18 per classe) potrebbero usufruire di una migliore qualità formativa. Ma gli insegnanti costano e quindi è meglio stipare gli alunni nelle classi chiedendo al super-insegnante di gestire situazioni al limite del possibile! In moltissimi casi le difficoltà degli insegnanti che si sentono molto spesso “soli” si traducono in un forte senso di impotenza o incapacità e in sentimenti di frustrazioni, poiché siamo stati “indottrinati” a pensare che se i ragazzi a scuola non rendono è solo colpa nostra. I ragazzi hanno bisogno di scuole belle e ben funzionanti, condizioni di studio adeguate e l’impiego di tutte le risorse necessarie perché l’offerta formativa sia accattivante e l’ambiente formativo al passo con i tempi e con le loro esigenze di giovani generazioni tecnologicamente avanzate, di una didattica flessibile e laboratoriale (e non solo sulla carta perché mancano i fondi e le risorse pure!). I ragazzi devono ricominciare a credere che la scuola è bella e che l’impegno scolastico ripaga, devono ricominciare ad amare lo studio e questo non può solo ed unicamente passare dalle sollecitazioni, dal lavoro e dagli incoraggiamenti degli insegnanti.

3) Di lavoro nella scuola ce n’è tanto e molto è lasciato agli insegnanti che da precari, supplenti o titolari hanno sempre affrontato con tanto coraggio tutte le situazioni e tenuto in piedi il sistema scolastico nazionale difendendo la cultura e la scuola pubblica dai diversi attacchi; ciò perché gli insegnanti credono nella scuola e considerano la loro professione come una vera e propria missione: quella di edificare e rendere libera la persona umana. Il continuo sforzo di innalzare gli standard della scuola italiana per adeguarli a quelli delle altre scuole d’Europa, non corrisponde però l’adeguamento degli stipendi che risultano essere una miseria, soprattutto per chi ne spende buona parte per raggiungere la lontana sede scolastica a cui è destinato. Avanzamento di carriera è un termine cui corrisponde un effimero riconoscimento economico ed è ben evidenziato nella relazione ministeriale; ciononostante ritengo avvilente se non offensivo il doversi sottoporre alla valutazione molte volte discrezionale di dirigenti scolastici a cui l’autonomia ha dato già così tanto potere da considerare in alcuni casi la scuola come “la loro scuola” e dimenticando che essi stessi sono pubblici funzionari. In nessun documento che io ricordi si parla di valutazione dei dirigenti… eppure tra quelli con cui ho avuto modo di lavorare ne ho trovati capaci, preparatissimi, poco preparati e addirittura poco competenti e privi di capacità gestionale. Un po’ come gli insegnanti, capaci o meno… che però vengono classificati, valutati e remunerati sulla base di certificazioni e incarichi che molto spesso vengono attribuiti su base discrezionale. Ho saputo di dirigenti condannati per falsificazione di atti pubblici, per vessazioni o mobbing o per altri motivi… eppure sono ancora al loro posto. Sul loro operato chi vigila? Possibile che gli insegnanti, come in un ordinamento di subordinazione gerarchica, debbano subire umiliazioni e abusi (fortunatamente sono casi rari) senza proferir parola perché metterebbero a rischio il proprio posto di lavoro? Allora occorre una maggiore tutela degli insegnanti e maggiore riconoscimento della loro dignità professionale. Non è più possibile spremere ancora i docenti come limoni in cambio di esigui riconoscimenti in nome soltanto della meritocrazia che si fonda su risultati meramente didattici. Formiamo persone e soprattutto le educhiamo (questo ce lo siamo dimenticati negli anni). Per formare buoni cittadini e persone responsabili e mature occorre essere in possesso di una forte componente umana e comunicativa, spessore morale, amore e pazienza. Tutto questo non si trova in nessuna certificazione di merito ed è principalmente questo ciò di cui i ragazzi hanno bisogno per crescere… l’indottrinamento lo lasciamo ai vetusti sistemi scolastici del passato e nel trasmettere ogni giorno il bagaglio culturale che contraddistingue il sistema scolastico nazionale produciamo noi stessi cultura, insieme ai nostri ragazzi.
Solo tre punti Presidente. Le auguro buon lavoro, sperando che sappia cambiare la scuola nella sostanza, con poche parole e nei fatti. Grazie per la sua attenzione.

Prof.ssa Cuzzocrea Francesca"

(la lettera è tratta da: http://www.newz.it/2014/09/04/scuola-insegnante-calabrese-scrive-una-lettera-aperta-al-premier-renzi/210744/)

domenica 24 agosto 2014

Quanto lavorano i Prof? Così, al chilo ...


C'è chi dice 18! Chi dice 24! Chi propone 36! Chi lamenta che è sempre troppo poco! Ma quanto lavorano davvero i prof italiani? Una statistica "alla buona" (tratta da qui) per confutare tante menzogne al riguardo, con mille sorprese, specie se rapportato questo lavoro al'unità oraria di tanti altri ...



(url immagine: http://images.corriere.it/Media/Foto/2012/12/01/prof-pop.jpg)

mercoledì 20 marzo 2013

Pubblicità

Un po' di sana pubblicità.

Qui l'anteprima del mio ultimo lavoro.

Buona lettura!


(immagine tratta da: http://ilmiolibro.kataweb.it/storage2/vetrina/389923_copertina_frontcover_icon.png)