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lunedì 5 marzo 2018

Elezioni



Finalmente, si è votato.

Finalmente, il popolo ha gustato il bene di consumo altrimenti chiamato 'votare'.

Finalmente, è iniziata la nuova legislatura.

Due considerazioni.

1. Chi doveva perdere, ha perso. E sin qui nessuna sorpresa.
2. Chi doveva vincere, non ha vinto. E qui la rilevante notizia.

Dopo un'interminabile campagna elettorale durata svariati anni, il turbine movimentoso avrebbe dovuto avere la maggioranza assoluta e dare luogo ad un governo monocolore. Così non è stato.

Adesso, alla faccia dei puristi e dei politologi da bar o da blogghe (pare sia oramai la stessa cosa), la parola torna a chi di competenza, ovvero al neo Parlamento, luogo di composizione ed equilibrio degli opposti interessi e sede di mediazione politica.

Si riuscirà a trovare un compromesso e a formare un nuovo Governo? Oppure, nella peggiore delle ipotesi, tra non molto saremo costretti a votare di nuovo?

Curioso notare la sostanziale normalizzazione di quanti, sino a ieri l'altro. cavalcavano slogan e formule e rituali poco consoni ed ora paiono quasi statisti moderati d'altro tempo!

Ma magari è solo l'effetto da hangover, di postumi da sbornia post elettorale, o poca lucidità dovuta alla gravità della situazione presente. Non so, fate voi.

In ogni caso, non possiamo che stare a guardare.

Prevarranno gli interessi comuni o solo quelli di bottega? Il bene comune o gli interessi di parte?



(url: https://encrypted-tbn0.gstatic.com/images?q=tbn:ANd9GcRFaBd0GVR1J4KQngMvDJvjTZhKsGV5SoJe5cjW6rRk5AUT_W1e8Q)


venerdì 21 giugno 2013

La difficile arte del bilanciamento ...



Certamente oggi in Italia è difficile essere un giudice della Corta Costituzionale, chiamato più volte nel corso dell'anno a dirimere questioni dottrinarie, di principio e di lealtà tra parti dello Stato ...


Oggi si è fatto difficile il lavoro della Consulta sempre più esposta all'eccessiva litigiosità, tanto in orizzontale quanto in verticale, di tutti i giorni ...



Un giudice della Consulta oggi non può più stare tranquillo, il suo difficile mestiere da "straordinario" sta divenendo oramai "ordinario", non passa quasi più giorno senza che la sua arte non venga interpellata, e tirata a destra e a sinistra a seconda della convenienza di parte ...


Difficile appare oggi la difficile arte del bilanciamento dei principi e degli interessi di parte in un'ottica di giustizia costituzionale ...


Tutti vogliono avere ragione, e nessuno torto ...


Come i giocatori viziati di qualche top club, anche non facendone tuttavia parte, ognuno si lamenta dell'arbitro ...



Ciascuno si lamenta dell'ago della bilancia, al punto che se pende in direzione opposta alla mia, posso gridare allo scandalo, alla denegata giustizia, al colpo di Stato, e così via ...



Ovviamente, non è così ma che importa? La pubblica opinione, tranquilla nella sua percezione mediana e qualunque, recepisce che dei giudici mi stanno facendo un torto ...


Nessuno accetta più di perdere, figuriamoci se si può accettare un verdetto sfavorevole, sia pure di equilibrio costituzionale ...



Ho già sviscerato la fenomenologia del berluscones, dedico qui poche battute di commento all'ultimo increscioso episodio di persecuzione giudiziaria, la guerra dei vent'anni amplificano le sue emittenti, occorsa all'unto sceso tra i miserabili uomini comuni per salvarli, anche se non è affatto chiaro da "che cosa" ...



Giorno 19 Giugno 2013 la Consulta ha rigettato un ricorso, a sua volta sollevato nel 2011 dalla Presidenza del Consiglio, del Berlusconi il quale contestava al Tribunale di Milano il non aver accordato un rinvio di un'udienza ad altra data. Premesso che di per sé il Legittimo impedimento, così come propagandato dalla stampa "amica", e in parte anche dalla stampa "nemica", è una grava offesa all'uguaglianza formale di tutti i cittadini di fronte alla legge, a meno che non si voglia accettare la formula Ghedini - Pecorella del "primus inter pares", variante formale dell'adagio comune "tutti eguali ma alcuni più eguali degli altri", e che quel che viene ribadito, per via ordinaria, è un principio costituzionale ovvio, per non dire banale, relativo alla lealtà tra apparati dello Stato, nonché tra rispettivi organi, di Governo e di Amministrazione giudiziaria, vediamo come i supremi giudici abbiano deciso come logica vorrebbe: avendo l'imputato spostato la medesima udienza più volte e una volta concordata, tra accusa e difesa, un data disponibile, l'imputato ha spostato una riunione del Consiglio dei Ministri proprio in tale data, senza motivi d'urgenza e senza spiegare più di tanto, il nuovo impedimento al Collegio giudicante. Ne consegue che bene ha fatto la Corte a procedere ugualmente all'udienza senza accettare un ulteriore rinvio.


Premesso ciò, veniamo ora ad esaminare la logica che sta dietro le ricostruzioni a posteriori della decisione della Consulta (rigetto del ricorso per violazione delle differenze di attribuzione tra diversi poteri dello Stato: la Magistratura avrebbe invaso la sfera di competenza dell'Esecutivo ...): siccome non è possibile che si diano due vincitori, ma solo una parte vince mentre l'altra perde, ecco che scatta l'accusa nei confronti dell'arbitro, in questo caso la Consulta, il supremo Organo, il Tribunale di legalità costituzionale. E come lo si fa? Proseguendo nella medesima logica binaria della competizione politica, o, se si preferisce, manichea: o con me, o contro di me! Pertanto, se la Consulta dava ragione a me, allora potevo dire che "la Corte ha stabilito il sacrosanto principio della sovranità dell'Esecutivo nei confronti delle prepotenze della Magistratura"; altrimenti, avrei potuto dire, ed effettivamente ho detto, che "la decisione della Corte è di natura politica la quale crea un grave vulnus per la democrazia dato che viene stabilito il principio della subalternità della politica alla magistratura".


Come si vede, pertanto, stante tale distopia deformante, che rimbalza nella gran cassa mediatica, questa è, a mio sommesso parere la somma della questione morale nostrana e del difetto di democrazia, ambedue eredità gravi dell'equivoco del '92, dal quale non usciamo, difficile appare l'arte del giudice costituzionale: barcamenarsi tra interessi contrapposti e dover bilanciare tra concorrenti principi ...


Qualunque sia la decisione, le reazioni seguono la medesima logica esclusiva: con una possibilità o con l'altra! 


Di fronte alla decisione, sembra che si debba per forza di cose prendere parte, pronunciarsi con una delle due contrapposte!


I berluscones, ovviamente, con il famoso perseguitato, novello Socrate, gli altri con i giudici ...


E qui sta il doppio, quanto speculare errore, a mio sommesso parere: se la Consulta ha deciso così, vorrà dire che ha ragione; si potrebbe adesso volgere lo sguardo altrove? Dedicare tempo ed energie ad altre questioni? Magari di gran lunga anche più importanti? E di carattere generale?


La Magistratura non certo bisogno di essere difesa, appunto a questo ci sono Presidenza della Repubblica e Consulta stessa.


Sintantoché ci caleremo dentro la logica contrappositiva del berlusconismo, non potremo avere alcun altro respiro né riuscire a veder altro.


E questo spiega anche il sostanziale immobilismo degli ultimi vent'anni ...


Il berlusconismo è stata una sciagura per il nostro Paese, un "tappo" per le normali logiche politiche ed istituzionali, un eccessivo corpo estraneo che si è messo di traverso nel normale fluire delle dialettiche pubbliche ...


E, forse, sino a quando non abbandonerà, spontaneamente o per raggiunti limiti fisici, l'agone della contesa politica, il suo destino personale verrà equivocato con quello della Nazione ...


O, se si preferisce, sino a quando non scomparirà dalla vita pubblica del Paese, il destino della res publica verrà equivocato con il destino suo personale ...


Ci son voluti vent'anni perché divenisse chiaro a quale disastro ci siamo consegnati, speriamo che non siano necessari altri vent'anni per uscire dall'attuale impasse!



(immagine tratta da: http://www.inchiostroverde.it/wp-content/uploads/2013/01/consulta.jpg)



martedì 26 febbraio 2013

Intention poll ...



La cosa bella di un blog senza grillo(i) per la testa è che puoi pensare ad alta voce senza che qualcuno si senta in obbligo di leggerti e/o eventualmente anche di commentarti, è come se ti guardassi allo specchio e cercassi di chiarirti un minimo le idee che ti frullano dentro la testa. 


Sicché quanto segue sono pensieri bislacchi senza tante pretese esposti ad alta voce ...


In realtà, più che pensieri sono riflessioni su questioni che restano immancabilmente aperte ...



Primo. Chi ha vinto le ultime elezioni? Siamo rapidamente passati dallo scenario della vittoria mutilata allo scenario della disfatta dimezzata. Una maggioranza alla Camera, un'altra al Senato. Risultato: provare a mettere assieme qualcosa, andare avanti alcuni mesi, rassicurare i mercati e tornare al voto. Ma non eravamo in crisi economica? E quanto ci costa un'ulteriore consultazione a breve?



Secondo. Un milione circa di schede nulle. Un dato significativo, assai più del voto ai grillini, e per i motivi che seguiranno. Questo è il dato relativo al cosiddetto disgusto per la politica, il cosiddetto voto di protesta: sei insoddisfatto da chi si candida a rappresentarti, non voti nessuno o annulli tu stesso la scheda. Chiaro, no? Ma le ragioni del voto-nonvoto sono molto più complesse di quelle messe in scena in questi lunghissimi mesi, in parte sono sistemici (inutile nascondersi, la Seconda Repubblica non ha mai messo piede e il sistema elettorale italiano è troppo farraginoso per proposte di razionalizzazione delle forze in campo ..) in parte congiunturali. Se lo scenario socio - economico fosse anche solo un minimo più positivo, dubito che un milione di elettori avrebbero buttato così il loro diritto al voto ...




Terzo. Chi o cosa è il M5S? Una quota rilevante dell'elettorato ha scelto Grillo, benché non fosse nemmeno candidato (questo si sa?), e questa tendenza, consolidata dagli ultimi sondaggi, quelli "segreti" dell'ultima ora, è stata prefigurata da quasi tutti i commentatori come un voto di protesta. Ma se protesti contro il sistema politico, contro i partiti, non voti un partito tra gli altri (il M5S è, da questo punto di vista, un partito come altri che partecipa alla competizione elettorale ... si sa questo?), voti scheda bianca o l'annulli. Allora, cosa si aspetta chi ha votato il M5S? Questo francamente è l'elemento a me più incomprensibile dal momento che la piattaforma programmatica del movimento contiene tutto e il contrario di tutto, l'essenziale e il superfluo ... e senza nemmeno alcuna chiarezza in merito al "come" raggiungere determinati obiettivi. V'è poi un ulteriore elemento problematico insisto nella struttura stessa del movimento: non v'è un congresso, non v'è un direttivo, non v'è un segretario, forse v'è un portavoce, gli attivisti discutono tra loro, e votano (come se si fosse su wikipedia ....), on - line ... francamente, non mi sembra una struttura che possa proporsi in chiave di democrazia rappresentativa in quanto la discussione tra "base" e "vertice" prevede tempi troppo lunghi, in un continuo effetto a "collo di bottiglia" ... semplicemente, credo sia un'utopia fallimentare: non è punto possibile sostituire l'attuale democrazia rappresentativa con una sorta di democrazia diretta via web! E questo è un altro effetto deleterio del web 2.0 .... D'altra parte, non è affatto chiaro se con i numeri in loro possesso, vogliano o meno "sporcarsi le mani" con la gestione della cosa pubblica. Non fanno accordi ("inciuci" li chiama il Grillo ... ma non è forse la mediazione l'essenza della democrazia parlamentare? Se non parlamenti, che ci stai a fare?), non interessa loro governare, al massimo l'onere del governo spetta ad altri e loro, per conto proprio, se lo riterranno possibile, voteranno singoli provvedimenti ... come a dire "non ci assumiamo responsabilità di governo, ma criticheremo gli altri se e quando lo faranno". Si tratta, a tutti gli effetti, dell'esercizio indebito di una riserva di senso (e consenso) che temo gli elettori non avevano idea di conferire ad un ... movimento privo di democrazia interna. Peraltro, mi spaventa, e non poco, e certo non solo per gli illustri precedenti storici, il linguaggio adoperato. Espressioni del tipo "ci riprendiamo lo Stato" o "arrendetevi", "uscite con le mani alzate", "siete circondati", e affini, non appartengono al registro democratico, ma a quello autoritario e dispotico, ammantato, in genere, di effetti (ed affetti) plebiscitari. Insomma, Mussolini (e altri con lui) non cominciarono proprio così? Scavando un solco dall'interno tra la pratica rappresentativa e la pratica autorappresentativa ... si tratta di toni inconciliabili con il confronto reciproco e con il rispetto degli altri. Magari, essendo toni risoluti e asciutti potranno piacere agli elettori, resta da valutarne la bontà politica. Insomma, perseguiranno davvero il bene di tutti o resteranno una forza al margine del confronto parlamentare pur restandone l'ago della bilancia? E chi lo ha votato pensava a tutto questo? Si è sentito pienamente rappresentato? O ha votato per "moda"?




Quarto. Qualcuno ieri pomeriggio parlava di vittoria di Silvio ... insomma, parliamo di un soggetto che è sulle scuri dal lontano '94. Ha sì recuperato in questi mesi, ma non può dirsi che abbia vinto. Ha una maggioranza di alcuni seggi al Senato (per via di una perfida legge elettorale, probabilmente concepita ad personam, che assicura il premio di maggioranza alla coalizione che vince singolarmente in alcune regioni, come Lombardia, Campania e Sicilia), ma non alla Camera. Possiamo dire che abbia vinto? Peraltro, ravviso il solito problema di fondo: si tratta di un attore che continua ad avere nelle sue mani il 90% circa dei sistemi informativi del Paese e che è stato su questi stessi mezzi quasi 24 ore su 24 (per recuperare, per sorpassare ...) per un mese intero. Come sarebbero andate le consultazioni in una situazione di parità informativa? E' un problema rimasto insoluto in questi 20 anni e che resterà tale ancora a lungo, a meno che il dominio della manipolazione informativa non sia passato alla rete ... (in tal senso, forse, potrebbe interpretarsi il risultato elettorale del Grillo ...)




Quinto. A dispetto delle attese, e delle intenzioni di voto dichiarate, Bersani non ha vinto. E il discorso è grosso modo lo stesso fatto per Silvio, aggiungendovi però una campagna elettorale, specie nelle ultime due settimane, molto al di sotto delle attese, molto sottotono. O i sondaggi segreti avevano smorzato ogni entusiasmo oppure si sopravvalutavano le speranze proprie. In ogni caso, il PD ha mostrato il limite di sempre: non riuscire a vincere. Anche se non ha perso le elezioni, visto che la maggioranza al Senato è sfuggita per una manciata di seggi, per via della ben nota legge elettorale (il porcellum, la "porcata" così ribattezzata da Calderoli, il suo relatore ...) che non tiene conto delle percentuali di voto nazionali, ma solo della coalizione vincente in singoli regioni, considerate chiave (non so in base a quale specifica ragione ...). Così, si può assistere al paradosso seguente: maggioranza nelle percentuali di voto, minoranza nella ripartizione dei seggi. Quindi, Bersani non ha vinto le elezioni pur non  avendole perse.



Sesto. Che fine ha fatto la Lega? Da forza dirompente della cosiddetta Seconda Repubblica, è diventata una forza qualsiasi dello scacchiere. Probabilmente i colonnelli diranno che è stata tutta colpa di Berlusconi o della magistratura o dei comunisti, ma resta il fatto che la sua consistenza numerica è dimezzata rispetto al 2008 ... forse che il nord si sia stufato della solita minestra riscaldata? Pardon, della solita polenta alla quale però partecipano sia leghisti che pdiellisti? Mah! Chissà ...




Settimo. Come vota l'elettore italiano medio? No, perché la discrasia totale tra le intenzioni di voto espresse prima di entrare al seggio e le dichiarazioni di voto all'uscita dal seggio mi suggerisce le seguenti idee in ordine sparso: a) l'elettore mente, sapendo di mentire, all'intervistatore ("sì, voterò Bersani ..."), falsando i valori del campione; b) l'elettore mente, non sapendo di mentire, all'intervistatore ("sì, voterò Bersani ... o almeno ci proverò"), cambiando idea una volta dentro la cabina elettorale; c) l'intervistatore non ha compreso le intenzioni di voto dell'elettore ("ha detto Bersani? O vota Berlusconi? O ha detto Monti? O diceva Grillo?") e questo rimanda all'intelligibilità del questionario proposto ...; d) l'elettore diceva la sua mentre l'intervistatore pensava ai fatti suoi (è una possibilità, no?); e) le dichiarazioni posteriori dell'elettore erano mancate verità ("ho sì dichiarato prima che avrei votato X, ma ho votato Y, eppure avrei voluto votare X, quindi adesso dico che ho votato X"), non propriamente delle falsità, ma delle dichiarazioni non veritiere. Peccato, però, che su queste, e non sulle reali intenzioni, si debba basare lo statista ... risultato, un flusso di dati e informazioni caotiche che delineavano, man mano che affluivano, scenari diversissimi gli uni dagli altri, pur con due costanze di fondo (il successo delle cinque stalle e l'aumentato astensionismo).




Ottavo. Non vorrei essere nei panni del Presidente della Repubblica. A chi attribuire l'incarico di formare un Governo? Con quale maggioranza? Con quali seggi? Grillo non vuole né mediare né partecipare direttamente a responsabilità di governo. Una posizione di comodo, certo, ma anche di sostanziale irresponsabilità. Insomma: sei o no il primo partito? Allora, vedi di pedalare! Credo, comunque, che adesso cominceranno estenuanti consultazioni al Quirinale, si varerà un governino a tempo determinato, e a breve torneremo al voto. In barba alla UE, in massimo spregio alle difficoltà economiche e con una sostanziale autoassoluzione circa le nostre responsabilità elettorali.




Nono. Come si costruisce il consenso elettorale in Italia? Io direi in maniera del tutto casuale e scriteriata. Ho l'impressione che, in questa tornata più che in altre, si sia votato per aggregazione ("tu voti X? Allora lo voto anch'io e dico anche ai miei di farlo") che è una conseguenza, magari indiretta, della moda ("finalmente un attore politico nuovo, forse non sa nulla di politica, ma lo voto così segno uno smarcamento rispetto alla solita casta!"), senza però ponderare adeguatamente eventuali conseguenze ...




Decimo. Veniamo ora al povero Monti. Crocifisso per mesi come (stranamente) unico responsabile delle difficoltà economiche attraversate dal Paese, ha sostanzialmente perso le elezioni. Sì, si può dire, credo, che se qualcuno ha perso davvero le elezioni è proprio il professore. Eppure, non me la sento di dargli una croce così grande, ha ereditato il Governo da dei cialtroni che hanno tenuto nascosto per mesi i dati reali dell'economia e le comunicazioni comunitarie, ha dovuto metterci la faccia e ne ha pagato lo scotto! Tutti, però, hanno dimenticato che la maggioranza parlamentare che lo ha sorretto in questo anno di governo è stata politica, non tecnica! E questo lo trovo rilevante. Infatti, a dispetto delle impressioni veicolate dai media i provvedimenti varati in questo arco di tempo sono state del tutto politiche, non tecniche. Allora, perché prendersela tanto con lui? Con i suoi colleghi tecnici? E' stato, a seconda dei punti di vista, il capro espiatorio di una classe politica responsabile dello sfascio o l'utile idiota della medesima. Ma Monti ha un impiego a tempo indeterminato, pur bene retribuito, è autonomo dalla contesa politica, il suo destino esistenziale non dipende certo dalle sorti dell'attuale legislatura nascente (ed anche morente precocemente), ha fatto un tentativo, ci ha provato, ha avanzato delle proposte, non sono state ritenute valide, torna a fare quel che faceva in precedenza.



Undici. Ed ultimo. Quale maggioranza parlamentare qualificata eleggerà adesso il nuovo Presidente della Repubblica. Già. Un bel problema. Una grossa grana. Il settennato di Napolitano è agli sgoccioli, ma v'è in Parlamento una maggioranza adeguata che trovi l'accordo su una personalità da collocare al vertice dello Stato? E non mi si parli certo di Fo, con tutto il rispetto! 




Vedremo, vedremo e continueremo a soffrire!



(immagine tratta da: http://www.comune.tradate.va.it/Immagini/Img_Sito/urna%20elettorale.jpg)