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martedì 5 marzo 2013

Trasfigurazione



(immagine tratta da: https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEi15C71YxtCdJ3GmL2jWFOcJ_k_JdymK2IbWRB2iyuPylCLjB2GZZw5Pw9sOjwbEDsqIGNS7rox71mh11TEIaZIDtDJIW-Hoi4bhj9Ikd2SdpHKgNvR7am506yav0iRsMpnc3u7wDyrMfxz/s1600/08-Trasfigurazione.jpg)


Gesù parla con Mosè ed Elia mentre noi, come i  tre discepoli, tra le altre cose i prediletti, quindi i più vicini, dormiamo ai piedi della trasfigurazione, ignari di quanto sta accadendo di grandioso proprio davanti ai nostri miseri occhi. 

(Testo, qui)

(esegesi biblico - spirituale del vangelo della Trasfigurazione, qui)

lunedì 4 marzo 2013

Bentornato Parmenide, oh caro vecchio!



Siamo debitori nei confronti di Parmenide, tanto rispetto al suo apporto alla filosofia occidentale quanto nei confronti della sua elaborazione culturale in merito agli usi del verbo essere. È vero che, generalmente, in filosofia le due cose vanno di pari passo, ma è bene in questa sede, almeno preliminarmente, tenerle separate al fine di far evincere al meglio la particolarità della novità speculativa costituita da Parmenide nei primi travagliati vagiti della riflessione filosofica occidentale.2 D'altra parte, come diverrà più chiaro in seguito, ci riferiamo al filosofo eleate come all'autore di una vera e propria "svolta ontologica", tanto rispetto ai filosofi precedenti quanto rispetto ad una data maniera di concepire il "mestiere" filosofico, il "fare filosofia", il pensare alla realtà circostante.




(continua a leggere)





(immagine tratta da: http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/2/20/Sanzio_01_Parmenides.jpg)



Alessandro Pizzo

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domenica 3 marzo 2013

L'ora è vicina








"In quello stesso tempo si presentarono alcuni a riferirgli circa quei Galilei, il cui sangue Pilato aveva mescolato con quello dei loro sacrifici. Prendendo la parola, Gesù rispose: "Credete che quei Galilei fossero più peccatori di tutti i Galilei, per aver subito tale sorte? No, vi dico, ma se non vi convertite, perirete tutti allo stesso modo. O quei diciotto, sopra i quali rovinò la torre di Sìloe e li uccise, credete che fossero più colpevoli di tutti gli abitanti di Gerusalemme? No, vi dico, ma se non vi convertite, perirete tutti allo stesso modo". Disse anche questa parabola: "Un tale aveva un fico piantato nella vigna e venne a cercarvi frutti, ma non ne trovò. Allora disse al vignaiolo: Ecco, sono tre anni che vengo a cercare frutti su questo fico, ma non ne trovo. Taglialo. Perché deve sfruttare il terreno? Ma quegli rispose: Padrone, lascialo ancora quest'anno finché io gli zappi attorno e vi metta il concime e vedremo se porterà frutto per l'avvenire; se no, lo taglierai"

(Lc XII, 1 - 9)


(immagine tratta da: http://www.istitutoaveta.it/fico_sterile.jpg)


E noi, che frutti diamo? Per quanto tempo ancora saremo infruttuosi come l'albero di fico descritto dall'evangelista Luca?