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lunedì 29 febbraio 2016
Path to Clil ...
It's a simple english, but it's useful! Besides, there are the subs too!
venerdì 26 febbraio 2016
Adottare il figliastro ...
Mi permetto di svolgere le seguenti e brevi osservazioni sull'istituto dello stepchild adoption (sia che ci sia sia che salti nel provvedimento all'esame del Parlamento).
Iniziamo dal significato, per quanto letterale, "adozione del figliastro". Il figlio del/la compagno/a è pure figlio mio? La lingua tradisce un significato ignorato dai più, e cioè che l'oggetto dell'adozione è il figlio del/la compagno/a, e non anche il mio ...
E questa è già una bella mazzata per i fautori della famiglia rainbow ...
Tutt'al più, il figlio del/la compagno/a sarà, al massimo, un figliastro!
Ma andiamo oltre!
Cosa significa più in profondità concedere l'adottabilità del figliastro? In altri termini, quando si parla di un diritto in tal senso, chi sono i relativi soggetti? E qui balza agli occhi l'oscenità dell'istituto stesso, il quale rivela, e clamorosamente, la sua reale natura strumentale ...
La possibilità di adottare il figliastro non è un diritto di quest'ultimo a poter contare su due figure genitoriali, anziché su una sola (e molto altro ci sarebbe sicuramente da dire sull'altro genitore biologico misteriosamente assente o scomparso ...), ma un diritto dei due adulti che vorrebbero occuparsene, uno è il/la padre/madre biologico/a, l'altro/a è il/la compagno/a del primo ...
Insomma, pare chiaro che l'istituto dell'adozione si è piegato ai voleri di due adulti i quali guardano al minore non come a un fardello di responsabilità, ma ad un box da pic - nic oppure ad un pupazzo da decorare con fibre colorate e piumini variopinti ...
Dunque, lo stesso minore, il child, il figliastro non è affatto un soggetto meritevole di tutela, ma solamente l'oggetto di godimento (dei capricci) di due adulti che vivono assieme ...
E di sicuro non è tale possibilità a fare una famiglia, esattamente come il vivere assieme non è affatto un diritto ...
Infine, un'ultima postilla, davvero conclusiva: ma possibile che non si avverta lo slittamento di fondo? Una volta i diritti erano al servizio delle persone, ed esistevano solo come benefici per queste ultime. Ora, invece, e purtroppo, i diritti sono onnipotenti, onnivori e neutrali, e le persone esistono solo in loro funzione. Cosa volete che importi all'adottante adulto del figliastro? La cosa importante è che egli/ella si senta riconosciuto/a nel ruolo genitoriale che sta goffamente imitando ...
L'abito, però, non fa il monaco!
martedì 23 febbraio 2016
Scuola, addio!
La valutazione è entrata con forza e in maniera quasi pervasiva nella scuola, ma non è dato sapere, almeno non esattezza, con quali finalità ...
A tratti sembra un inevitabile epilogo di un lungo processo cominciato almeno trent’anni fa, e a tratti sembra quasi una sadica imposizione da parte dei poteri di turno.
Comunque la si veda, però, appare davvero ostico applicare alla dimensione formativa per eccellenza, vale a dire alla scuola in quanto tale, strumenti e metodi di management e di empowerment codificati in altri settori. Forse perché la scuola non è un luogo di produzione di semplici prodotti materiali e forse perché errato è il modello astratto assunto a pietra di paragone dei grigi omini che vi lavorano, sempre più soli, sempre più tristi, sempre più vilipesi, sempre più poveri, all’interno di una scuola progressivamente inagibile, improduttiva, inefficace, povera, tagliuzzata qua e là, e mortificata da una considerazione sociale che la desidera marginale nella formazione delle giovani generazioni ...
Il tutto, ovvero la vicenda della valutazione di sistema, a volerla dire tutta, efficace metafora di un ideale di cultura comeniana “per tutti” che si avvia mesta e in solitaria lungo il viale dimesso e sconnesso del tramonto mentre la scuola – istituzione si affolla caotica o alla coorte del potente del momento oppure corre dietro le sirene altisonanti della moda anglofana di turno.
In mezzo, però, restano gli oscuri abitanti delle – non più – comunità di apprendimento, non solo chi vi lavora, ma gli stessi studenti, privati delle loro identità e abbandonati nella terra di mezzo delle furiose guerre dei discorsi ...
(url: http://www.uhu.es/cine.educacion/figuraspedagogia/comenius1.gif)
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