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sabato 1 agosto 2015

Profili della scuola di oggi ... 9

"il termine cliente non risulta essere appropriato per descrivere la figura dello studente, il quale è a tutti gli effetti membro attivo dell’organizzazione scolastica"

(M. Orsi, La scuola: una comunità a tecnologia imperfetta. Curricolo globale, comunità e organizzazione scolastica, in G. Cerini (cur.), Il nuovo dirigente scolastico tra leadership e management, Maggioli, 2010, p, 92)

E in mezzo a tanta retorica del discorso dirigista può pure capitare di trovare questa perla rara, che spezza l'apparente unitarietà monolitica del fronte aziendalistico. 


No, gli alunni non sono clienti e la scuola non è un'azienda ove alcuni producono un bene di consumo ed altri fruiscono di quest'ultimo.

Una goccia nel mare, ma fa sempre bene all'anima.

domenica 19 luglio 2015

Profili della scuola di oggi ... 8

"L’autonomia scolastica, avviata dal 1° settembre 2000 con il riconoscimento della personalità giuridica alle singole istituzioni scolastiche (circa 11.000 in tutto il nostro Paese, senza conteggiare le scuole paritarie), implica certamente la necessità per ogni scuola di dotarsi di una propria strategia formativa, di definire una specifica offerta didattica (rappresentata dal POF), di muoversi con maggiore intraprendenza nel territorio di riferimento (sia esso un quartiere, una città o una provincia intera). Di fatto, con il conferimento dell’autonomia si assiste al rafforzamento della iniziativa di ogni scuola, spinta per necessità di sopravvivenza ad acquisire ed aumentare le risorse interne (in primis, personale docente, possibilmente qualificato e motivato), a delimitare i propri confini verso l’esterni (accettando alcune regole di programmazione del servizio), a rendere visibile il proprio “marchio” (per attrarre utenza), a decidere quali alleanze coltivare e quali competizioni affrontare (nel rapporto con strutture formative simili). Insomma, si potrebbe adottare la metafora del castello assediato per rappresentare la chiusura e quella dell’arcipelago per evocare l’apertura a nuove relazioni"

(G. Cerini, Fare rete per valorizzare il “capitale sociale” di ogni scuola, in G. Cerini (cur.), Il nuovo dirigente scolastico tra leadership e management, Maggioli, 2010, p. 75)

Metafore per capire, metafore per comprendere, metafore per spiegare ...

Ma non è forse questo il tiramolla cui le scuole sono di fatto oggi costrette: essere tanto fortilizi assediati quanto arcipelaghi immensi!

Talvolta inespugnabili torri d'avorio, talaltra orizzonti aperti e sconfinati!

mercoledì 22 aprile 2015

Empowerment e decisori politici

"Nella prospettiva dell’empowerment, i riformatori ex lege, allora, quando presentano i cambiamenti normativi proposti come radicalmente diversi e affatto nuovi (come riforme epocali, in discontinuità rispetto al passato) fanno il gioco contrario all’empowerment perché, di fatti, chiedono agli operatori della scuola di adeguarsi al nuovo che avanza, sconfessando quella stessa professionalità docente sulla quale si è basato finora il proprio potere. Le persone che restano dentro un’organizzazione di lavoro con compiti imprecisi, impoveriti, di scarso peso e deprivati di significato sociale sono un vero e proprio boomerang per un progetto di empowerment in quel sistema organizzativo"

(I. Summa, Empowerment: una leva per l’innovazione, in G. Cerini (cur.), Il nuovo dirigente scolastico tra leadership e management, Maggioli, 2010, p. 200)

Non è forse quel che fanno i decisori politici ad ogni cambio della maggioranza relativa in Parlamento?

Potremmo anche dire che ogni legislatura ha la sua vision di scuola, il suo modello di empowerment, la sua idea di istruzione ...

Ma ogni volta si sconfessa quanto fatto sino ad allora, in tempi di tagli lineari al settore, con sempre meno risorse e in condizioni ambientali sempre più difficili, dagli operatori scolastici ...

Questa non è valorizzazione delle professioni scolastiche, ma mera dequalificazione professionale, soprattutto in seno alla costruzione sociale del loro ruolo istituzionale.

Sorge solo un dubbio; quest'ultimo effetto è colposo o doloso? Francamente, non so cosa pensare al riguardo. Nel primo caso, si configura un'ipotesi di sostanziale miopia pedagogica ed organizzativa di chi decide; nel secondo, invece, una concreta ipotesi di una progettualità politica di ampio respiro volta a distruggere, e, quindi, a indebolire, la discrezionalità operativa degli operatori scolastici. 

Allora, quale delle due?


(url immagine: http://www.lavorofisso.com/wp-content/uploads/2007/11/27122015X86-680x365_c.jpg)

lunedì 23 marzo 2015

Profili della scuola di oggi ... 3

"Sono trascorsi ormai più di dieci anni dall’avvio dell’autonomia scolastica nel nostro paese. Dopo l’approvazione della legge 59/1997, il regolamento che ha concretamente definito le caratteristiche dell’autonomia è stato approvato con D.P.R. 8 marzo 1999 n. 275 e dal 1° settembre 2000 tutte le istituzioni scolastiche italiane si sono fregiate di una propria ‘personalità giuridica’. I presidi e i direttori didattici hanno acquisito la qualifica dirigenziale mentre ogni scuola si è impegnata a elaborare un proprio Piano dell’Offerta Formativa (POF). Alcuni nodi aggiuntivi sono stati annualmente messi a disposizione dei bilanci (legge 440/1997) ed è stato incentivato un approccio sperimentale all’autonomia didattica e organizzativa (d. lgs, 234/2000). Resta però l’impressione di una ‘falsa partenza’: da un lato si è immaginata un’autonomia di tipo ‘istituzionale’, come se le scuole fossero nuove entità originarie, completamente svincolate dall’appartenenza allo Stato e alla sua amministrazione, dall’altro lato sono continuate le tradizionali consuetudini di minuta dipendenza dell’organizzazione della scuola italiana dagli input ministeriali"

(G. Cerini, Premessa: dieci anni di speranze, in G. Cerini (cur.), Il nuovo dirigente scolastico tra leadership e management, Maggioli, 2010, p.71)

Come si evolve e si complica la scuola italiana ...

Ma non ne faccio (solamente) una colpa dei decisori politici: è tutto il globo che nel frattempo si è evoluto, involuto e complicato. Come avrebbe potuto la scuola arroccarsi in maniera arrogante dentro la sua torre d'avorio? Non ha potuto.

Quel che non va, però, è l'insediamento stanziale nel perimetro scolastico, e della sua gestione, di fauna umana parassitaria e/o in cerca di fortuna ...

Ai guasti arrecati da quest'ultima all'ecosistema scolastico nulla abbiamo potuto, nulla possiamo allo stato attuale, e, verosimilmente, nulla potremo anche in futuro ...


(url immagine: http://www.educationduepuntozero.it/Politiche_scolastiche/Ministero/ministeri/2010/01/13/img/cerini5_big.jpg)


E' la scuola di oggi, bellezza, e non puoi farci proprio nulla!