Cerca nel blog

Visualizzazione post con etichetta Pendragon. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Pendragon. Mostra tutti i post

domenica 2 ottobre 2016

Di un saggio prossimo ...

"La poesia, umilmente, non si autopose, né si auto fondò, non cominciò col dire che tutti gli uomini ne avevano naturalmente bisogno […] La sua unità è così flessibile, così coesa che può piegarsi, dilatarsi e quasi sparire; discende fin nella carne e nel sangue, perfino nei sogni. Per questo l’unità alla quale aspira il poeta è così lontana da quella a cui tende il filosofo. Il filosofo vuole l’uno, assolutamente, e lo vuole al di sopra di ogni cosa"

(M. Zambrano, Filosofia e poesia, Pendragon, Bologna, 2010, p. 46)


(url: http://www.biografiasyvidas.com/biografia/z/fotos/zambrano_maria.jpg)



domenica 12 giugno 2016

Zambrano su pensiero e poesia #2

"La cosa del poeta non è mai la cosa concettuale del pensiero, ma complessissima e reale, la cosa fantasmagorica e vagheggiata, quella inventata, quella che ci fu e quella che non ci sarà mai. Vuole la realtà, ma la realtà poetica non è solo quella che c'è, quella che è, ma anche quella che non è; abbraccia l'essere e il non-essere in ammirevole giustizia caritativa, giacchè tutto, proprio tutto, ha diritto ad essere, finanche ciò che non ha mai potuto essere"

(M. Zambrano, Filosofia e poesia, Pendragon, Bologna, 2010, p. 45)

E qui Zambrano illumina le peculiarità del sentiero poetico, quello che diverge nettamente dalla filosofia, ovvero la tensione che possiede il poeta nello sforzo commovente e pietoso di voler cogliere tutto, il possibile con l'impossibile, la realtà con l'assenza, l'unità con la molteplicità ...

Il filosofo distingue e separa, il poeta include ed abbraccia tutto, anche quel che non è, quel che non fu, quel che non sarà mai ...

Ma non è forse questo l'anelito ultimo dell'umano, ovvero il tendere a quel Tutto che innerva ciascun essere?


(url: https://libros.com/files_ck/images/16296081788_389f573486_o.jpg)

domenica 5 giugno 2016

Zambrano su pensiero e poesia #1

"il cammino inizia a divergere nel momento in cui il filosofo si dirige verso l'essere che si cela dietro le apparenze e il poeta  resta immerso nelle apparenze stesse. l'essere era stato definito soprattutto come unità, perciò era occulto, siffatta unità aveva calamitato la violenza filosofica"

(M. Zambrano, Filosofia e poesia, Pendragon, Bologna, 2010, pp. 42 - 3)

In queste poche battute Zambrano illustra il nodo che rela tra loro i sentieri del pensiero e della poesia, gemelle divise nel momento aurorale ed originario della scissione, ovvero quando il filosofo ha preferito andare dietro l'essere, e la sua correlata evidenza, mentre il poeta ha preferito rimanere immerso nelle nebbie dell'apparenza ...

Un modo originale di ripensare il nesso e la storia impossibile della filosofia e della poesia ...

Briciole di riflessione divergente!


(url: http://www.enciclopediadelledonne.it/wp-content/uploads/2014/03/106maria-zambrano144.jpg)