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giovedì 30 maggio 2019

Studentessa universitaria

Ma Cristicchi è anche questo: improbabile racconto della giovinezza precaria!

E canto alla vita che sconvolge e rovescia ogni aspettativa ...


sabato 25 maggio 2019

... ed ora su quel banco ci sei tu!


Il tempo passa senza che ci si possa fare nulla. E, in men che non si dica, i rapporti si ribaltano, ed ora che son in cattedra ripenso sempre a quando sono stato uno studente.

A tal proposito, con le sue tonalità, il timbro della sua voce, i suoi testi, Venditti cade a fagiuolo per cantare il passaggio di consegna tra generazioni diverse.

Avete presente l'età del Liceo? Bene, ora noi non lo occupiamo più ed altri ne hanno preso il posto, mentre immutata resta la vita con l'esuberanza giovanile.

La maturità è vicina, nulla resta eguale dopo.


giovedì 23 maggio 2019

Genova, brucia!


Grazie Cristicchi per questa difficile prova e per rinnovare il doveroso e doloroso ricordo di quei infuocati giorni di diciotto anni fa ...


giovedì 16 maggio 2019

domenica 3 marzo 2019

venerdì 18 gennaio 2019

Giorno della memoria ...

L'inimitabile Proietti legge la poesia di Joyce Lussu.

Forse, se tocchiamo direttamente le emozioni umane vivide, riusciremo a fare memoria, come voleva Levi ...


lunedì 30 gennaio 2017

Ultima fatica!

Appena pubblicato su FNS un mio contributo sulla filosofia di Maria Zambrano.

Qui il saggio. Buona lettura!




venerdì 13 gennaio 2017

Chiarore dal bosco

"se non si scorge ciò che si pone a monte di essa e che costituisce […] l’elemento di maggiore sua originalità speculativa: l’idea di ragione poetica e il complesso reticolo di questioni connesse al rapporto tra  filosofia e poesia"

(Cacciatore, María Zambrano, p. 30)

Pensiero poetante ...

Ragione poetica ...

Il chiarore del bosco ...

La mirabile commistione di chiarezza visiva e auscultazione del profondo ...


(url: http://www.ilsussidiario.net/img/_THUMBWEB/mariazambranoR439_thumb400x275.jpg)

martedì 27 dicembre 2016

Poesia e filosofia ...

"La parola della poesia è irrazionale, poiché disfa tale violenza, tale ingiustizia violenta dell’esistente. Non accetta la scissione che l’essere significa dentro e sopra l’inesauribile e oscura ricchezza della possibilità. Vuole fissare l’inesprimibile volendo dar forma a ciò che non l’ha conseguita: al fantasma, all’ombra, alla fantasticheria, al delirio stesso. Parola irrazionale, che non neppure combattuto la chiara, definita e definitrice parola della ragione. Di quale delle due sarà la vittoria?" 

(Zambrano, Filosofia e poesia, p. 125)

A chi legge l'ultima, l'ultimissima, la provvisoria parola sull'eterna contesa tra la filosofia e la poesia.

E questo nonostante l'ammirevole opera di Zambrano in direzione di una terza via in mezzo agli opposti fanatismi ...


(url: http://www.apriti-cielo.it/wp-content/uploads/2016/01/Maria-Zambrano.jpg)

martedì 20 dicembre 2016

Creaturalità

"inaugurale e sempre rinascente percezione della nostra creaturale, insormontabile fragilità e incompiutezza"

(c. ferrucci, María Zambrano: un esistenzialismo estetico, in l. silvestri, Il pensiero di María Zambrano, Forum, Udine, 2005, p. 161)

Parole decisive ed immortali.

E non per forza di genere, dato che parliamo pur sempre di esseri umani.

martedì 6 dicembre 2016

Pessimismi ...

Quella che segue è la "cattura" di una diapositiva per una presentazione che stavo preparando.


I protagonisti sono Leopardi e Schopenhauer ...


Eh niente! Mi sono divertito abbastanza! 

Quando si fanno le cose divertendosi, si sente meno la fatica del "lavoro"!



La stessa presentazione sarà pubblicata, prima o poi, nella pagina 'didattica'. Quindi, restate sintonizzati!

domenica 2 ottobre 2016

Di un saggio prossimo ...

"La poesia, umilmente, non si autopose, né si auto fondò, non cominciò col dire che tutti gli uomini ne avevano naturalmente bisogno […] La sua unità è così flessibile, così coesa che può piegarsi, dilatarsi e quasi sparire; discende fin nella carne e nel sangue, perfino nei sogni. Per questo l’unità alla quale aspira il poeta è così lontana da quella a cui tende il filosofo. Il filosofo vuole l’uno, assolutamente, e lo vuole al di sopra di ogni cosa"

(M. Zambrano, Filosofia e poesia, Pendragon, Bologna, 2010, p. 46)


(url: http://www.biografiasyvidas.com/biografia/z/fotos/zambrano_maria.jpg)



sabato 17 settembre 2016

Vedere vs. sentire ...

"i filosofi, pur essendo amanti di quel sapere che conduce alla verità, hanno sostituito all’amore la volontà di un sistema, la volontà di dominio"

(m. marino, Il divino nella produzione di María Zambrano, Edizioni Saletta dell’Uva, Caserta, 2015, p. 117)

Un topos oramai classico, a prescindere dall'essere più o meno vero, più o meno falso, più o meno credibile, più o meno godibile ...

Messi da parte i conati antiteoria, possiamo venirne fuori? E, possibilmente, non con le ossa rotte?

Oscuri enigmi interrogano l'oscurità del cuore umano ...


(url: http://mariodomina.files.wordpress.com/2011/03/simpson_filosofia1.jpg)

mercoledì 14 settembre 2016

Zambrano: il contributo delle donne filosofe al pensiero occidentale

"il compito primario del pensiero non consiste […] nell’erigere sopra e contro questa nostra insuperabile creaturalità un muro di impassibili  a volte altezzose astrazioni, ma nel rivelarne le manifestazioni e i linguaggi con un massimo di attenzione, di sensibilità, di aderenza, direi, alle sue pieghe e alle sue movenze più nascoste"

(c. ferrucci, María Zambrano: un esistenzialismo estetico, in l. silvestri, Il pensiero di María Zambrano, Forum, Udine, 2005, p. 162)

Il lungo cammino del pensiero occidentale, da astratto teoretismo a concreto sentire ...


(url: http://cvc.cervantes.es/ACTCULT/zambrano/cronologia/imagenes/cronologia.jpg)

lunedì 25 luglio 2016

Verso il saggio #2

"Si tratta invece di un sofisticato strumento conoscitivo che, nel tracciare l'albero genealogico delle divinità, disegna una mappa delle potenze che operano nel mondo e le rappresenta attraverso i vincoli della parentela e le modalità della nascita"

(G. Pironti, La nascita degli dei e l'ordine del mondo, in U. Eco - R. Fedriga (curr.), La filosofia e le sue storie. L'antichità e il Medievo, Laterza, Roma - Bari, 2014, p. 13)

Ed è così: attraverso genealogie ed eziologie "naturali", la cultura greca cerca di render conto di un'unità invisibile, dispersa dietro lo spettacolo multiforme della natura.

L'intento appare piano, ovvero mostrare l'ordine di tutte le cose, additando le relazioni tra i vari enti o "potenze".

sabato 2 luglio 2016

Irigoyen su Zambrano


"Marìa Zambrano fu attraversata da un'autentica passione per la poesia [...] Le relazioni fra filosofia e poesia ispirarono alcuni suoi libri come appunto Filosofia e poesia o Pensiero e poesia nella vita spagnola, in cui mette in rilievo analogie e differenze"

R, Irigoyen, Piccola storia della filosofia, Tropea, Milano, 2010, p. 188.

Ed è così!

Resta però inesplorato il legame tra la Nostra e un certo neoplatonismo che nella ricezione moderna delle filosofie ellenistiche fa tutt'uno con stoicismo, eclettismo, epicureismo ...


url: http://www.lavozdegalicia.es/sc/140x/img/perfiles/1422877260163/1422877391705_thumb.jpg 

giovedì 30 giugno 2016

Zambrano su pensiero e poesia # 3



“Nel corso della sua lunga storia la filosofia ha sempre fatto grandi sforzi per restituirci alla luce originaria, spingendo la coscienza in profondità o, alternativamente, restituendola e reintegrandola al divino, suo punto di origine”

M. Zambrano, All’ombra del dio sconosciuto. Antigone, Eloisa, Diotima, Pratiche, Milano, 1997, pp. 81 – 82.

Nel suo classico modo “pensoso” di affrontare, e dirimere, le questioni, Zambrano ritorna imperiosa sui suoi temi consueti, vale a dire la frattura originaria che ha separato filosofia e poesia, a loro volta metafore incarnate della scissione originaria tra il tutto e l’essere, tra l’Uno e i Molti, tra Dio e gli uomini. 
E mentre la filosofia non fa altro che scavare ulteriormente il solco della propria disperata ed ostinata separazione dalla poesia, la coscienza anela tuttora all’unità perduta. Ma nel far così la filosofia tradisce il proprio spirito primordiale e consegna la coscienza stessa all’irrealizzabilità del compito, ovvero a non poter mai, e per davvero, riguadagnare la distanza occorsa e che la separa dal divino, dal suo punto di origine, dall’unità ineffabile del tutto in Tutto.